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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

281ª Seduta

Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.


La seduta inizia alle ore 15,10.

PER LO SVOLGIMENTO DELLA INTERROGAZIONE N. 3-01752

Il senatore PIZZINATO (DS-U) sollecita lo svolgimento dell’interrogazione 3-01752 relativa allo stato di attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 47 del decreto-legge n. 269 del 2003, convertito con la legge n. 326 dello stesso anno, avente ad oggetto il trattamento previdenziale dei lavoratori esposti all’amianto.

Il PRESIDENTE assicura il senatore Pizzinato che interpellerà le competenti istanze governative affinché l’interrogazione sollecitata possa essere svolta nel più breve tempo possibile.


SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che l’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi politici si è riunito prima dell’inizio della seduta odierna, per la programmazione dei lavori della Commissione, ed ha stabilito, per quanto concerne lo svolgimento della sessione di bilancio, di procedere all’esame in sede consultiva del disegno di legge di approvazione dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria nelle giornate del 23 e 24 novembre, prevedendo per quest’ultima data una seduta antimeridiana ed una pomeridiana.
Nella settimana dal 30 novembre al 3 dicembre e nelle settimane successive – fino alla votazione finale da parte dell’Aula del disegno di legge di bilancio – l’Ufficio di Presidenza ha inoltre programmato di completare l’iter in sede consultiva del disegno di legge costituzionale n. 2544-B, relativo alla modifica della parte II della Costituzione, di concludere, ove possibile, l’indagine conoscitiva attivata in ordine ai lavoratori anziani, nonché di avviare le attività relative all’indagine conoscitiva sui lavoratori disabili.
Numerosi senatori, sia di maggioranza sia di opposizione hanno poi avanzato di recente la richiesta di ascoltare informalmente una rappresentanza della FIAT auto s.p.a., nonché le organizzazioni sindacali nazionali dei lavoratori metalmeccanici, sulla situazione occupazionale del Gruppo. A tale proposito, l’Ufficio di Presidenza ha preso in considerazione la possibilità di esaudire tale richiesta nell’ambito di una più ampia procedura informativa sulla situazione occupazionale delle grandi imprese, per lo svolgimento della quale occorrerebbe richiedere l’autorizzazione della Presidenza del Senato, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento.
Infine, l’Ufficio di Presidenza si è impegnato a riprendere l’esame del disegno di legge n. 848-bis subito dopo la votazione finale da parte dell’Assemblea del disegno di legge di bilancio, ed ha deciso di avviare, sempre dopo tale scadenza, l’esame del disegno di legge n. 3138, presentato in data 6 ottobre 2004, concernente il rapporto di lavoro dei centralinisti non vedenti.

Il senatore VIVIANI (DS-U) richiama l’attenzione sul disegno di legge di ratifica del trattato inerente alla Costituzione europea, attualmente in itinere presso la Camera dei deputati, sottolineando l’importanza dei profili lavoristici contenuti nella Carta dei diritti fondamentali, e, conseguentemente, l’opportunità che la Commissione lavoro – che sarà chiamata presumibilmente ad esprimersi in sede consultiva su tale atto – disponga del tempo necessario per un esame approfondito.

Il PRESIDENTE assicura il senatore Viviani che, una volta pervenuto il disegno di legge in questione dall’altro ramo del Parlamento, ove quest’ultimo venga assegnato in sede consultiva alla Commissione – come peraltro è presumibile – si programmeranno i lavori in modo tale da disporre del tempo necessario per una trattazione ampia ed approfondita delle parti del testo costituzionale concernenti il lavoro e la previdenza.

Il senatore TOFANI (AN) esprime il timore che l’attivazione di una indagine conoscitiva sulla situazione occupazionale dei grandi gruppi industriali – che costituisce una proposta assolutamente condivisibile – richieda tempi non compatibili con l’esigenza di acquisire tempestivamente un quadro informativo adeguato circa la situazione occupazionale della FIAT, considerata anche la posizione predominante che tale azienda occupa nel panorama industriale italiano e, in particolare, nel settore automobilistico. A suo avviso, ferma restando la possibilità di ascoltare nuovamente l’azienda ed le organizzazioni sindacali nell’ambito della predetta procedura informativa, sarebbe comunque opportuno procedere in tempi brevi all’audizione informale richiamata al Presidente, in modo tale da disporre degli elementi necessari per comprendere le strategie prefigurate dall’azienda relativamente alla situazione occupazionale del gruppo.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) dopo aver dichiarato di condividere le esigenze di celerità nell’espletamento delle procedure informative, testé evidenziate dal senatore Tofani, prospetta l’opportunità di procedere immediatamente allo svolgimento delle audizioni informali relative alla situazione occupazionale della FIAT, rinviando ad una fase successiva l’effettuazione delle audizioni inerenti ad altre realtà imprenditoriali.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) dichiara di condividere le osservazioni del senatore Malabarba, sottolineando l’esigenza di un celere svolgimento dell’attività conoscitiva che la Commissione andrà ad effettuare.

La senatrice DATO (Mar-DL-U) sottolinea che i nodi problematici ravvisabili in relazione alla situazione occupazionale della FIAT rivestono una particolare urgenza, anche perché una eventuale scelta dell’azienda di delocalizzazione produttiva verso altri paesi potrebbe, tra l’altro, comportare una grave penalizzazione delle aree del Mezzogiorno.

Il PRESIDENTE, alla luce delle esigenze di celerità prospettate dal senatore Tofani e ribadite anche nel corso degli altri interventi, propone di svolgere in tempi brevi un’audizione informale, presso l’Ufficio di Presidenza, di una rappresentanza della FIAT auto e delle organizzazioni sindacali nazionali dei lavoratori metalmeccanici, rinviando ulteriori approfondimenti ad una fase successiva, nell’ambito di una eventuale indagine conoscitiva sulla situazione occupazionale dei grandi gruppi industriali.

La Commissione conviene su tale ultima proposta.



IN SEDE REFERENTE
(848-bis) Delega al Governo in materia di incentivi alla occupazione, di ammortizzatori sociali, di misure sperimentali a sostegno dell’ occupazione regolare e delle assunzioni a tempo indeterminato, nonché di arbitrato nelle controversie individuali di lavoro, risultante dallo stralcio deliberato dall’Assemblea il 13 giugno 2002 degli articoli 2, 3, 10 e 12 del disegno di legge d’iniziativa governativa
(514) MANZIONE. – Modifica all’ articolo 4 della legge 11 maggio 1990,n. 108, in materia di licenziamenti individuali
(1202) RIPAMONTI. – Modifiche ed integrazioni alla legge 11 maggio 1990, n. 108, in materia di licenziamenti senza giusta causa operati nei confronti dei dipendenti di organizzazioni politiche o sindacali
(2008) DI SIENA ed altri. – Misure per l’ estensione dei diritti dei lavoratori
– e petizione n. 449 ad essi attinente
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 10 novembre scorso.

La senatrice PILONI (DS-U) fa preliminarmente presente che il Presidente della Commissione bilancio, nella seduta di ieri, ha sollecitato il rappresentante del Governo a fornire chiarimenti in ordine ai profili di copertura finanziaria concernenti in particolare il subemendamento 2.0.1/25 riferito all’emendamento governativo inerente all’incremento dell’indennità di disoccupazione (entrambi pubblicati in allegato al resoconto sommario della seduta della 11a Commissione permanente del 10 novembre scorso). Questa circostanza dimostra l’infondatezza di alcune recenti dichiarazioni rese alla stampa da parte di autorevoli esponenti dell’Esecutivo, nelle quali si imputava ad un presunto intento ostruzionistico delle forze politiche di opposizione il rallentamento dell’iter di approvazione del disegno di legge n. 848-bis: risulta invece del tutto evidente che tali ritardi sono causati in primo luogo dagli indugi dell’Esecutivo nel fornire i chiarimenti istruttori richiesti più volte dalla Commissione bilancio.

Il sottosegretario SACCONI assicura che il Governo si adopererà affinché la copertura finanziaria inerente all’incremento dell’indennità di disoccupazione sia congrua ed effettiva: tale risultato può a suo avviso essere ottenuto anche rimodulando gli stanziamenti originariamente previsti, qualora parte degli stessi risultino utilizzati per la copertura di altri disegni di legge.

Il PRESIDENTE , preso atto delle dichiarazioni della senatrice Piloni e della precisazione del Sottosegretario, ricorda che la votazione degli emendamenti inerenti all’articolo 2 del disegno di legge n. 848-bis riprenderà a partire dal subemendamento 2.1/9.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole sul subemendamento 2.1/9, in base al quale gli atti di esercizio della delega devono essere adottati previa intesa tra le organizzazioni datoriali e le organizzazioni sindacali che ricevano, a tal fine, apposito mandato dai lavoratori: una adeguata garanzia della rappresentatività dell’organizzazione sindacale consente infatti ai lavoratori di assurgere al rango di protagonisti delle scelte che li riguardano.

Posto ai voti il subemendamento 2.1/9 viene respinto.

Successivamente, con votazione congiunta, vengono respinti gli emendamenti 2.94 e 2.9, di identico tenore.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sull’emendamento 2.10, sottolineando l’opportunità di ridurre a sei mesi il termine assegnato al Governo per l’emanazione dei decreti legislativi in questione.

Posto ai voti l’emendamento 2.10, viene respinto.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia il voto favorevole del Gruppo dei Verdi-l’Ulivo sull’emendamento 2.11 evidenziando che gli strumenti di sostegno al reddito a base assicurativa e a totale carico delle imprese secondo criteri di autogestione, citati nell’alinea del comma 1 dell’articolo 2, potrebbero creare ingiustificate differenziazioni fra i lavoratori.

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti l’emendamento 2.11 e il subemendamento 2.1/67.

Il senatore TREU (Mar-DL-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/82 e sull’emendamento 2.95, sottolineando l’esigenza di assicurare che gli istituti di integrazione del reddito dei lavoratori siano finanziati non solo attraverso la contribuzione imprenditoriale, ma anche con il concorso del bilancio dello Stato.

Con votazioni congiunte vengono respinte le proposte emendative 2.1/82 e 2.95, di identico tenore.

Successivamente la Commissione respinge, con apposita votazione, il subemendamento 2.1/44.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sull’emendamento 2.96 e sul subemendamento 2.1/81, sottolineando l’esigenza, anche alla luce della flessibilizzazione del mercato del lavoro, di mutare l’impostazione di fondo sottesa al sistema degli ammortizzatori sociali, orientandola in una prospettiva universalistica e destinando, a tal fine, risorse finanziarie aggiuntive, per coprire le spese derivanti dall’ampliamento della platea dei potenziali beneficiari delle misure di sostegno del reddito. L’attuale Esecutivo sta ripercorrendo l’erronea strada seguita nel corso della tredicesima legislatura: il Governo allora in carica, peraltro, constatò, purtroppo tardivamente, l’impossibilità di procedere nel suo originario progetto, di riordinare il sistema degli ammortizzatori sociali senza oneri a carico della finanza pubblica. Occorrerebbe pertanto tener conto dell’oggettiva esigenza di destinare adeguate risorse finanziarie agli interventi in questione, senza i quali gli stessi non sono suscettibili di espletare un’adeguata efficacia, soprattutto per determinati comparti, quali ad esempio quello dell’agricoltura.

Poste congiuntamente ai voti le proposte emendativa 2.96 e 2.1/81, di identico tenore, vengono respinte.

Dopo che la Commissione ha respinto il subemendamento 2.1/46, il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sull’emendamento 2.12, sottolineando la necessità di assicurare risorse finanziarie aggiuntive in ordine all’intervento di riforma in questione, in assenza delle quali non è oggettivamente configurabile un’efficace estensione degli strumenti di protezione sociale del reddito, come pure sarebbe necessario in conseguenza della marcata flessibilizzazione del mercato del lavoro introdotta con la legge n. 30 del 2003.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC), dopo aver dichiarato di aggiungere la firma all’emendamento 2.12, preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole su di esso, sottolineando in particolare che la disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive consentirebbe di estendere in modo efficace la protezione assicurata dagli ammortizzatori sociali anche al comparto delle piccole imprese, nonché ai lavoratori atipici. Su questi temi, il Governo si è limitato ad elaborare generici principi di delega, senza specificare adeguatamente la natura degli interventi di riforma: risulta particolarmente preoccupante, a questo proposito, la mancata previsione di una copertura previdenziale figurativa per i periodi di inattività, sempre più frequenti nell’attuale mercato del lavoro.

Posto ai voti l’emendamento 2.12 viene respinto.

La senatrice PILONI (DS-U), nel preannunciare a nome del Gruppo di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/45, evidenzia che anche le organizzazioni rappresentative dei datori di lavoro, nel corso delle audizioni informali svolte recentemente presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione sul disegno di legge n. 848-bis, hanno sottolineato l’esigenza di stanziamenti aggiuntivi per il riordino degli ammortizzatori sociali. Sono pertanto condivisibili le considerazioni espresse dal senatore Viviani in ordine agli errori commessi nella scorsa legislatura su tale materia, ma non sembra che l’attuale Esecutivo intenda avvalersi delle esperienze pregresse, dato che si accinge a ripercorrere un cammino già noto e votato all’insuccesso.

Con votazione congiunta vengono quindi respinti i subemendamenti 2.1/45 e 2.1/20, di identico tenore.

Successivamente la Commissione respinge, con apposita votazione, l’emendamento 2.97.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), su invito del Presidente, ritira l’emendamento 2.13, il cui contenuto è già stato recepito dell’Esecutivo attraverso una riformulazione del testo originario dell’emendamento governativo 2.1.
L’oratore preannuncia inoltre, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento 2.14, evidenziando che lo stesso è volto a garantire la continuità degli interventi attualmente definiti sulla base di accordi già perfezionati tra le parti sociali.

Posto ai voti l’emendamento 2.14 viene respinto.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole sul subemendamento 2.1/10 e sull’emendamento 2.15, sottolineando l’esigenza di garantire un’adeguata copertura assicurativa per i periodi di inattività, non solo attraverso lo strumento dell’indennità di disoccupazione, ma anche attraverso lo strumento della contribuzione figurativa.

Con votazioni congiunte sono respinte le proposte emendative, di identico tenore, 2.1/10 e 2.15.

Dopo che la Commissione ha respinto, con apposita votazione, il subemendamento 2.1/68, il senatore MALABARBA (Misto-RC) preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole sul subemendamento 2.1/7, prospettando la necessità che le imprese intenzionate ad attivare le procedure di collocamento in mobilità siano obbligate a concordare con le organizzazioni sindacali un piano sociale di accompagnamento della riduzione di personale, provvedendo altresì alla predisposizione di un progetto di formazione professionale finalizzato a favorire sbocchi occupazionali previamente individuati.

Posto ai voti il subemendamento 2.1/7 viene respinto.

Successivamente la Commissione respinge con oppositiva votazione il subemendamento 2.1/6.

Dopo che la senatrice PILONI (DS-U) ha aggiunto la propria firma all’emendamento 2.16, lo stesso, posto ai voti, viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti gli emendamenti 2.17 e 2.18.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sull’emendamento 2.19, prospettando la necessità che il trattamento d’integrazione del reddito su base assicurativa non debba essere assoggettato a condizioni di ammissibilità, come invece previsto al comma 1, lettera a) dell’emendamento governativo 2.1.

La senatrice PILONI (DS-U), dopo aver aggiunto la propria firma all’emendamento 2.19, preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole in ordine allo stesso, rilevando che nell’ambito del Patto per l’Italia, più volte richiamato dal rappresentante del Governo, si era convenuto di non modificare le condizioni di ammissibilità ai trattamenti su base assicurativa e su base solidaristica.

Posto ai voti l’emendamento 2.19 viene respinto.

Successivamente con separate votazioni vengono respinti gli emendamenti 2.20, 2.21, 2.22, nonché il subemendamento 2.1/21.

Dopo che la senatrice PILONI (DS-U) ha preannunciato a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/22, lo stesso viene respinto dalla Commissione.

Il PRESIDENTE fa presente che la 5a Commissione ha subordinato l’espressione del parere di nulla osta sui subemendamenti 2.1/23 e 2.1/24 alla condizione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, che, in ciascuno di essi, nella rispettiva disposizione di copertura finanziaria, le parole “per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005”, siano sostituite dalle altre “a decorrere dall’anno 2003”. Considerato che il predetto parere è stato espresso il 24 giugno 2003 e che anche il corrente esercizio finanziario volge ormai al termine, tenendo presenti anche i tempi plausibili di approvazione definitiva del disegno di legge n. 848-bis, ritiene che non vi siano più i presupposti oggettivi per un recepimento letterale della condizione posta dalla Commissione bilancio. Pertanto, a suo avviso, si deve intendere che essa sia assolta facendo riferimento ad una decorrenza che parta dall’anno 2005.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) dopo aver riformulato il subemendamento 2.1/23 conformemente alle indicazioni del Presidente e in modo tale da recepire la condizione posta dalla 5a Commissione, preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole in ordine allo stesso, evidenziando che la disciplina prospettata in tale proposta emendativa prefigura una soluzione alternativa a quella elaborata dal Governo in materia di trattamento di disoccupazione a requisiti ridotti.

Posto ai voti, il subemendamento 2.1/23 (testo 2) viene respinto.

Dopo che la senatrice PILONI (DS-U) ha riformulato il subemendamento 2.1/24, conformemente alle indicazioni del Presidente e in modo tale da recepire la condizione posta dalla 5a Commissione, lo stesso viene posto ai voti nella nuova riformulazione (testo 2) e respinto.

Posto ai voti, viene altresì respinto il subemendamento 2.1/25.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole in ordine ai subemendamento 2.1/54 e 2.1/37.

Successivamente, posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i subemendamenti 2.1/54 e 2.1/37, di identico tenore.

Con apposita votazione viene poi respinto l’emendamento 2.98.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/74, volto ad estendere l’istituto della cassa integrazione guadagni ai lavoratori titolari contratti di collaborazione.

Posto ai voti, il subemendamento 2.1/74 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti i subemendamenti 2.1/75, 2.1/76, 2.1/77, 2.1/78, 2.1/79 e 2.1/80.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole sul subemendamento 2.1/11, precisando che lo stesso si inquadra in un’ottica di workfare, coerentemente a quanto previsto nell’ambito della strategia europea per l’occupazione, che risulta tuttavia non condivisibile, essendo suscettibile di compromettere l’efficacia del sistema degli ammortizzatori sociali. Inoltre i programmi formativi, previsti a frequenza obbligatoria per i destinatari dell’indennità di disoccupazione, risultano inadeguati, in quanto non è stata prefigurata nell’ambito dei principi di delega in discussione una finalizzazione dell’attività di aggiornamento professionale. In riferimento alle forme di bilateralità, contemplate alla lettera b) dell’emendamento governativo 2.1, si osserva che le stesse sono finalizzate a spostare la prospettiva di fondo sottesa al sistema degli ammortizzatori in direzione di un’impostazione mutualistica, anziché, come sarebbe invece preferibile, di un’impostazione solidaristica.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sull’emendamento 2.27 e sul subemendamento 2.1/11, evidenziando che la definizione delle condizioni soggettive per la continuità nel godimento delle prestazioni inerenti al sistema degli ammortizzatori sociali, prefigurata alla lettera b) dell’emendamento governativo 2.1, non è conciliabile con l’impostazione universalistica che deve essere necessariamente sottesa a tali forme di protezione sociale.

Poste congiuntamente ai voti, le proposte emendative 2.1/11 e 2.27, di identico tenore, vengono respinte dalla Commissione.

Successivamente con apposita votazione la Commissione respinge il subemendamento 2.1/69.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole sul subemendamento 2.1/5, evidenziando che il recepimento delle direttive comunitarie inerenti alla materia in questione va effettuato attraverso l’estensione ad ogni datore di lavoro del settore privato degli obblighi e degli oneri posti a carico delle imprese dalla legge n. 223 del 1991, in materia di cassa integrazione e mobilità.

Posto ai voti, il subemendamento 2.1/5 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti gli emendamenti 2.28, 2.29 e 2.30.

Dopo che il rappresentante del GOVERNO ha formulato parere favorevole sulle proposte emendative 2.1/83 e 2.4, di identico tenore, modificando l’avviso contrario precedentemente espresso, la Commissione le accoglie, con votazione congiunta.

Successivamente, con separate votazioni, viene respinto l’emendamento 2.31 e il subemendamento 2.1/26.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole in ordine al subemendamento 2.1/41, evidenziando che la disciplina contenuta nell’ambito dello stesso è coerente con le finalità, più volte richiamate dal Sottosegretario, di trasferire il baricentro delle forme di protezione sociale dal piano assistenzialistico a quello attinente alle politiche attive per il lavoro.

Il sottosegretario SACCONI rileva che il subemendamento 2.1/41 risulta limitativo, in quanto i programmi formativi possono essere finalizzati ad ampliare le competenze professionali del lavoratore, anche a prescindere da una diretta connessione di tali attività con le concrete possibilità di rioccupazione.

Posto ai voti, il subemendamento 2.1/41 viene respinto.

Successivamente con votazione congiunta vengono respinti i subemendamenti 2.1/39 e 2.1/56, di identico tenore.

Con votazioni separate vengono poi respinti i subemendamenti 2.1/27 e 2.1/63.

Dopo che il senatore VIVIANI (DS-U) ha preannunciato a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/49, lo stesso viene posto ai voti e respinto.

Successivamente il subemendamento 2.1/48, posto ai voti, viene respinto.

La senatrice PILONI (DS-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/38, evidenziando che la sanzione della perdita del diritto al sostegno al reddito in caso di rifiuto da parte del lavoratore di offerte formative o di lavoro – prefigurato nell’ambito della lettera b) dell’emendamento governativo 2.1 – pubblicato, da ultimo, in allegato al resoconto sommario della seduta del 10 novembre – non può essere applicata in maniera indifferenziata, prescindendo dai casi in cui sussistano giustificati motivi ostativi all’accoglimento della predetta offerta.

Posti congiuntamente ai voti, i subemendamenti 2.1/38 e 2.1/55 vengono respinti.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/57, sottolineando la necessità di individuare preventivamente le forme di controllo e di repressione per i fenomeni di lavoro sommerso, rispetto al quale peraltro l’azione dell’Esecutivo si è rivelata del tutto inefficace.

Posto ai voti, l’emendamento 2.1/57 viene respinto.

Successivamente la Commissione respinge l’emendamento 2.37.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole sul subemendamento 2.1/12, evidenziando che le differenziazioni fra settori produttivi prefigurate alla lettera c) dell’emendamento governativo 2.1, risultano ormai obsolete, date le numerose interconnessioni sussistenti fra i vari comparti industriali.

Con votazione congiunta, vengono respinte le proposte emendative 2.1/12 e 2.38, di identico tenore.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti gli emendamenti 2.39, 2.40, 2.41, 2.42, 2.43, 2.44 e 2.1/28, e con votazione congiunta sono respinti i subemendamenti 2.1/50 e 2.1/59, di identico tenore.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/64, sottolineando l’esigenza di garantire la rappresentatività delle associazioni sindacali interessate dalle procedure di concertazione di cui alla lettera c) dell’emendamento governativo 2.1.

Posto ai voti il subemendamento 2.1/64 viene respinto.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sul subemendamento 2.1/42, rilevando che la razionalizzazione delle aliquote preordinate al finanziamento del sistema degli ammortizzatori sociali prevista0 alla lettera c) dell’emendamento governativo 2.1, presuppone necessariamente un intervento finanziario dello Stato, senza il quale le misure di integrazione del reddito concordate dalle parti non potranno risultare efficaci.

Il sottosegretario SACCONI rileva che la disciplina inerente agli accordi tra le organizzazioni rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori di ciascun settore, volti alla definizione di un’aliquota di equilibrio nonché di forme di contribuzione di solidarietà – destinata a concorrere al finanziamento dei settori in disavanzo – è stata concordata dal Governo con le parti sociali.

Posto ai voti, il subemendamento 2.1/42 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinte le proposte emendative 2.46 e 2.1/70.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sull’emendamento 2.47, rilevando che la possibilità di scegliere differenti basi imponibili per il calcolo dei contributi è suscettibile di mettere in pericolo la stabilità complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali.

Posto ai voti l’emendamento 2.47 viene respinto.

Successivamente con votazione congiunta vengono respinte le proposte emendative 2.48, 2.1/40, 2.1/58 e 2.49, tutte di identico tenore.

Posto ai voti viene poi respinto l’emendamento 2.50.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sull’emendamento 2.99, volto ad articolare il sistema degli ammortizzatori sociali su tre distinti livelli, il primo dei quali attinente ad un trattamento di base di tipo universalistico, esteso anche ai lavoratori delle piccole imprese, il secondo relativo ad un trattamento aggiuntivo di categoria su base mutualistica, regolato e incentivato a livello fiscale, e il terzo incentrato sul sostegno alle situazioni di crisi aziendale e di esuberi strutturali.

Posto ai voti, l’emendamento 2.99 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 2.51 e 2.1/73.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza il voto favorevole sulle proposte soppressive della lettera d), in relazione alle quali evidenzia che le forme mutualistiche di integrazione al reddito previste nell’ambito del relativo principio di delega risultano imprevedibili nei loro effetti concreti. Inoltre tale disciplina risulta incompatibile con l’esigenza di configurare il sistema degli ammortizzatori sociali su base universalistica.

Il senatore MALABARBA (Misto-RC) preannuncia a nome della componente di Rifondazione comunista del Gruppo misto il voto favorevole alla soppressione della lettera d), precisando che le forme di integrazione al reddito su base mutualistica demandate nell’emendamento governativo agli enti bilaterali risultano del tutto inidonee a garantire l’estensione delle misure di protezione sociale.

Con votazione congiunta vengono poi respinte le proposte emendative 2.1/52, 2.52 e 2.1/13, di identico tenore.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.


La seduta termina alle ore 16,25.



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