Quattro persone sono morte e altre 10 sono rimaste ferite negli scontri scoppiati ieri a Brazzavile tra le forze di polizia e i manifestanti contrari al referendum costituzionale in programma domenica prossima, che potrebbe consentire al presidente Denis Sassou Nguesso di candidarsi nel 2016.
Il ministro dell’Interno congolese, Raymond Mboulou, ha dichiarato alla televisione pubblica che “il bilancio provvisorio di questa rivolta organizzata e coordinata” è salito a “quattro morti, tra cui tre a Brazzaville e uno a Pointe-Noire”, capitale economica della Repubblica del Congo, nel Sud del Paese. Il ministro ha poi riferito di 10 feriti, tra cui tre membri delle forze dell’ordine, e di “16 persone arrestate a Brazzaville”.
Brazzaville e Pointe-Noire sono state teatro ieri di scontri tra forze dell’ordine e manifestanti dopo che le autorità hanno negato il via libera alla manifestazione di protesta contro il referendum di domenica; gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi su un progetto di riforma costituzionale che prevede di aumentare l’età dei candidati alla presidenza, oggi fissata a 70 anni, e di cancellare la norma che limita a due il numero di mandati presidenziali.
Sassou Nguesso, 72 anni, è alla scadenza del suo secondo mandato.



























