“Il Governo italiano dovrebbe evitare di finanziare degli sgravi fiscali permanenti e/o degli aumenti permanenti della spesa con delle misure ‘una tantum’ decise nell’ambito del bilancio annuale”. Ad affermarlo è l’Ocse nel rapporto 2003 sull’Italia che sottolinea anche come la politica di bilancio “a medio termine potrebbe essere ancora rafforzata dall’approvazione di un quadro strategico pluri-annuale, come quelli messo in opera in alcuni paesi dell’Ocse. Nei prossimi anni l’Italia -continua- dovrebbe realizzare consistenti avanzi primari in modo da ridurre più rapidamente il suo debito pubblico”.
L’Ocse, nel sottolineare che lo spazio di manovra della politica di bilancio è stato fortemente ridotto dalle riduzioni delle tasse, insiste sul fatto che il Governo italiano “deve riuscire a trovare, senza perdere tempo, i mezzi per continuare a finanziare le riforme necessarie a livello fiscale, dell’istruzione e delle politiche sociali. Il tutto, rispettando gli obblighi contenuti nel patto di Stabilita”.
“Il ‘Patto per l’Italia’ può aiutare il mercato del lavoro e la sua strategia complessiva, una volta realizzata, rappresenterà un ulteriore passo verso un mercato del lavoro più efficiente”. Con queste parole l’Ocse, infine, valuta il Patto per l’Italia, spiegando che una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro accelererebbe la crescita economica.
In particolare, scrivono gli economisti di Parigi, “nuovi tipi di contratti dovrebbero aiutare domanda e offerta di lavoro (cioè lavoratori e imprese) a incontrarsi più facilmente”, anche se “è richiesto un approccio bilanciato, dal momento che c’è il rischio di creare un doppio mercato del lavoro se la protezione per i vecchi contratti di lavoro resta rigida”.
Buono il giudizio anche sul ‘Sistema informativo lavoro’, la piattaforma informatica introdotta cinque anni fa la cui realizzazione dovrebbe essere accelerata.


























