Difficoltà nel riprendere il negoziato”. È questo lo stallo che al momento sta vivendo la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici nelle parole del segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, pronunciate nel corso del consiglio generale della categoria.
Uno stallo dovuto principalmente alla parte economica, che sta rallentando anche quella normativa. “Alla nostra richiesta di 280 – ha precisato Uliano – non c’è stata nessuna contro offerta da parte di Federmeccanica. I metalmeccanici sono una della poche realtà che nel quadriennio hanno visto una incremento mensile di 310 euro come risposta per tutelare il potere di acquisto. E questo è un prezzo che ci fanno ora pagare nel negoziato. Vogliono peggiorare l’intesa del 2021”.
“Dentro Federmeccanica c’è una spaccatura. Una parte è maggiormente disposta al dialogo con il sindacato, anche in virtù di un sistema di relazioni industriali che ha effettivamente rinnovato il contratto sotto molti aspetti. Ma ha prevalso la linea dura. Per questo nel mese di febbraio, probabilmente tra la terza e la quarta settimana, ci saranno altre 8 ore di sciopero. Sciopero che – spiega Uliano – eravamo pronti a sospendere se entro il 31 gennaio la parte datoriale avesse manifestato la disponibilità nel riprendere il negoziato”.
“Federmeccanica si è resa disponibile a incontrare i sindacati durante una riunione ma che non vuol dire riprendere le trattative. Se nel corso di questo incontro non emergerà nulla che ci farà capire che le trattative ricominceranno ci saranno altre otto ore di sciopero a marzo. Nel mentre molti contratti si sono rinnovati o sono in dirittura di arrivo. E questa è una leva che useremo”.
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