Ancora in aumento alla fine del 2013 il ricorso alla cassa integrazione in deroga (+4,4%) e alla cassa integrazione straordinaria (+14,8%). Nell’arco di tempo che va dal 2009 al luglio 2013, gli oneri per gli strumenti in deroga, rimborsati all’Inps raggiungono 5,78 miliardi. È quanto rileva la Corte dei Conti nella relazione concernente “L’evoluzione del sistema degli ammortizzatori sociali e relativo impatto economico”.
La Corte ha auspicato “la realizzazione di modelli previsionali che siano in grado di supportare adeguatamente il sistema, in un’ottica che superi la discriminazione esistente tra grandi da un lato e piccole e medie imprese dall’altro, che devono poter accedere agli stessi strumenti, per quanto possibile, non di carattere derogatorio”.
L’analisi degli ammortizzatori sociali, ha sottolineato la magistratura contabile, è stata “estremamente complessa ed ha considerato sia il contesto emergenziale che ne ha fortemente marcato l’utilizzazione, sia quello della riforma del mercato del lavoro, varata nel 2012 e tuttora in corso di applicazione”.
Per la Corte dei Conti, la complessità del sistema analizzato deriva dai collegamenti esistenti tra gli istituti delle due aree della sospensione e della cessazione del lavoro e che hanno lo scopo di assicurare, per un tempo determinato, un sostegno al reddito e di accompagnare, tramite strumenti di politica attiva, i lavoratori licenziati alla loro ricollocazione lavorativa.
È stato evidenziato, al riguardo, ha proseguito la Corte dei Conti, “come nell’utilizzo massivo degli strumenti in deroga, la cui concessione è avvenuta in seguito alla stipula di appositi accordi, senza una predeterminazione dei requisiti soggettivi ed oggettivi, abbiano avuto un peso significativo le patologie aziendali risoltesi in un lungo percorso di avvicinamento al trattamento pensionistico, con un elevato costo a carico della fiscalità generale che ha determinato, tra l’altro, anche una confusa percezione del sistema complessivo”.

























