È morta oggi a Roma all’età di 78 anni Emma Bonino. La leader radicale nei giorni scorsi era stata ricoverata in terapia intensiva a seguito di una crisi respiratoria. Ieri era stata poi trasferita in una struttura privata.
“Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu ‘scelta dalla politica radicale’ quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera”, si legge in una nota di +Europa.
Femminista, europeista, antiproibizionista e laica, Emma Bonino è stata una delle figure più riconoscibili del radicalismo italiano e una protagonista della politica nazionale e internazionale. La sua storia politica è legata soprattutto alle battaglie radicali per i diritti civili e le libertà individuali: dalla legalizzazione dell’aborto alla lotta contro la fame nel mondo, dall’antiproibizionismo alla difesa dell’autodeterminazione delle donne, fino all’impegno contro l’infibulazione, i genocidi e ogni forma di autoritarismo. Europeista convinta, ha fatto della costruzione di un’Europa unita, democratica e federale, gli “Stati Uniti d’Europa”, uno dei punti centrali del suo impegno politico.
L’impegno politico non venne meno neppure negli anni della malattia. Emblematico, nel novembre 2024, l’incontro a sorpresa con Papa Francesco, che andò a farle visita nella sua casa di Trastevere pochi giorni dopo le dimissioni dall’ospedale. Un gesto che raccontò, ancora una volta, la capacità di Bonino di costruire rapporti anche con interlocutori lontani dalle sue posizioni.
“La sua vita – prosegue il ricordo di +Europa – è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore”.
Cordoglio unanime dal mondo politico. La premier Giorgia Meloni affida a X il suo messaggio: “Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”.
“La scomparsa di Emma Bonino ci addolora moltissimo e ci stringiamo ai suoi familiari, ai suoi amici e a tutta la sua comunità politica”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein. “Emma Bonino ha incarnato tutte le qualità che dovrebbero caratterizzare chi è impegnato in politica: rigore, serietà, competenza, determinazione, coraggio, passione. Durante l’intera sua vita si è spesa senza sosta e senza risparmio per l’affermazione e la difesa dei diritti delle persone e dei popoli. Ci ha insegnato che la libertà di tutti e di ciascuno è il fondamento di ogni convivenza che sia davvero civile. Ci ha insegnato a guardare oltre i nostri confini, ai popoli che soffrono e hanno bisogno di essere tutelati. Ci ha insegnato che l’Europa, impegnandoci per la sua reale unità e per la sua missione per il mondo, è la nostra casa comune da preservare dagli attacchi cui è sottoposta. Ci ha insegnato che la democrazia è tanto necessaria quanto fragile e ha bisogno di tutte le nostre cure. Con lei se ne va un pezzo della storia politica e civile del nostro Paese. Ciao Emma, grazie per tutto quello che ci hai insegnato. Che la terra ti sia lieve”.

























