In termini acquisiti la crescita in Italia si attesta allo 0,5% nel 2024, in lieve rialzo rispetto allo 0,4% della stima preliminare. Lo ha reso noto l’Istat che ha diffuso i dati sul Pil del terzo trimestre. La crescita acquisita è la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell`anno.
Rispetto al trimestre precedente, tra gli aggregati della domanda interna, i consumi finali nazionali crescono dell`1%, mentre gli investimenti fissi lordi diminuiscono dell`1,2%. Le importazioni crescono dell`1,2% mentre le esportazioni diminuiscono dello 0,9%.
La domanda nazionale al netto delle scorte registra un contribuito positivo di 0,5 punti percentuali alla crescita del Pil: +0,8 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP, -0,3 gli investimenti fissi lordi e contributo nullo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). La variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil per 0,2 punti percentuali, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato negativo di 0,7 punti percentuali.
Riguardo al valore aggiunto, il comparto dell`agricoltura risulta stazionario, l`industria diminuisce dello 0,7% mentre i servizi crescono dello 0,2%.
Nel terzo trimestre, il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti, dello 0,4% in Francia e dello 0,2% in Germania. In termini tendenziali, si è registrata una crescita del 2,7% negli Stati Uniti, dell`1,3% in Francia e vi è stata una diminuzione dello 0,2% in Germania. Nel complesso, il Pil dei paesi dell`area Euro è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nel confronto con il terzo trimestre del 2023.



























