Dopo una giornata di ferro e fuoco sul caso Embraco, non si placa l’arrabbiatura del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che in un intervista al Corriere della sera anticipa quanto chiederà alla commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager nel corso di un incontro a Bruxelles : “Verificare che non ci siano stati aiuti di Stato alla Slovacchia per le aziende di Honeywell ed Embraco e trovare un modo per correggere quella che è una stortura”.
Il ministro ha quindi lanciato una proposta: “Ci vuole un globalization adjustment fund, un fondo di reindustrializzazione che – ha spiegato – prevenga le delocalizzazioni e metta pacchetti che vadano oltre la normativa sugli aiuti di stato per chi vuole andare a produrre altrove in Europa in condizioni di vantaggio legate al diverso grado di sviluppo dei Paesi. Siamo economie in continua transizione, gestirle sarà sempre più fondamentale, quindi abbiamo bisogno di strumenti più forti”.
Nello specifico del caso Embraco, l’azienda “ha la nostra proposta – precisa Calenda -, se tornano indietro siamo disponibili a prenderli in considerazione, ma io altre riunioni che si chiudono con ‘forse’, ‘ma’ non ne faccio più. Preferisco partire in quarta con Invitalia per capire se ci sono proposte e supportarle”. Il tempo limite, ha aggiunto, “è dato dalla procedura di mobilità, quindi fino a fine marzo. Siamo già partiti, il mio staff ci sta lavorando, io stesso ci sto lavorando. Aggiorneremo i sindacati in settimana”.
Ieri, ha proseguito Calenda, è stata una giornata “davvero brutta. Un comportamento, quello dell’azienda, assurdo e da irresponsabili. Lei consideri che l’accordo per fare una cassa integrazione e lavorare alla reindustrializzazione del sito l’ho proposto un mese fa, l’azienda era d’accordo e lo abbiamo presentato assieme ai sindacati. Poi è cominciato un disdicevole balletto. Ieri ho deciso di tagliare la testa al toro”. Tuttavia ai lavoratori di Embraco il ministro ha assicurato che si continuerà a combattere. “Il mio impegno è in prima persona, tutto quello che potrà essere fatto lo faremo”, ha affermato Calenda.




























