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Falcinelli: “Caro bollette? Uno scenario previsto. Sul nucleare l’Italia ha scelto, non si torna indietro”

Tommaso Nutarelli
Tommaso Nutarelli
Settembre17/ 2021

Gradualità è la parola d’ordine quando ci si confronta con il tema della transizione energetica. Ne è convinto Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem-Cgil. Se così non dovesse essere, afferma, i costi economici e sociali potrebbero essere insostenibili. Apprezzabile la comunicazione del ministro Cingolani aderente ai fatti. Questo è l’unico modo per una piena consapevolezza sul tema ambientale e della transizione energetica, scevro da pregiudizi di ogni sorta.

Il rincaro delle bollette annunciato dal ministro Cingolani che realtà ci racconta?

Ci troviamo davanti uno scenario che non ci sorprende e che più volte avevamo annunciato. L’unica sorpresa è lo stupore generale nei confronti delle parole del ministro. Da una parte assistiamo a una richiesta delle fonti energetiche, con il conseguente aumento dei costi, dall’altra vediamo gli effetti della costante e ideologica opposizione all’estrazione del gas, che per l’Italia potrebbe essere la soluzione per affrontare la transizione energetica, considerando che le fonti rinnovabili coprono solo il 38% del bisogno energetico nazionale. Oggi, invece di estrarre il gas sul nostro territorio a 5 centesimi al metro cubo, lo importiamo dalla Russia a 55 centesimi.

Che cosa dovrebbe fare la politica?

Bisogna capire che la transizione energetica ha un impatto non solo per i lavoratori del settore ma anche per i cittadini. La politica dovrebbe impegnarsi nel promuovere una strategia industriale che guardi maggiormente al futuro, perché proprio questo ci chiede il Pnrr e, nell’immediato, ripulire le bollette.

Che cosa intende per ripulire?

In una bolletta il prezzo effettivo per la componente energetica è solo la metà del complessivo che paga il cittadino. Il resto è composto da tasse e accise, molte delle quali non hanno più motivo di essere. Tutte le altre, che ancora servono allo stato per fare cassa, devono essere calmierate.

L’Europa, attraverso il documento dello scorso luglio, il Fit For 55, ha innalzato ulteriormente gli obiettivi e ridotto i tempi per l’abbattimento delle emissioni. È un percorso sostenibile per il nostro paese?

Il termine transizione indica, appunto, un cammino da fare, non è un interruttore. Se le imprese più grandi sono nelle condizioni di poter affrontare una transizione così serrata, non è così per le piccole e le medie, che sono il 90% del nostro tessuto produttivo. Guardando all’automotive, c’è la questione delle auto elettriche, non solo per il costo non alla portata di tutti, ma anche per la carenza delle colonnine. Il ministro Cingolani ha spiegato che per elettrificare tutto il territorio, nell’arco di dieci anni, servono 70 gigawatt, ossia 7 gigawatt all’anno. Al momento riusciamo a porre a terra in un anno 0,7 gigawatt.

Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha lanciato un appello affinché le politiche climatiche non abbiano effetti collaterali sul tessuto sociale. Che cosa si deve fare?

La politica deve tutelare i cittadini calmierando i prezzi. Le parti sociali, poi, devono proteggere i lavoratori del comparto, attraverso la formazione e la riqualificazione. I soldi del Recovery Plan devono essere spesi nel modo migliore possibile per accompagnare il paese nel futuro, mitigando gli effetti economici e sociali.

Venendo alle parole del ministro Cingolani sul nucleare, le vede più come una posizione teorica o come una possibile strada da seguire?

Credo che quelle siano le parole di uno scienziato. Anche perché il paese ha fatto la sua scelta sul nucleare e non sarebbe saggio tornare indietro.

Cosa ne pensa della comunicazione del ministro Cingolani, in apparenza così distante da quella politica?

Il ministro si è sempre definito uno scienziato prestato alla politica, ma credo che ne abbia colto i meccanismi più di quanto si possa credere. È molto apprezzabile una comunicazione aderente ai fatti, che dice le cose come stanno. Questo è l’unico modo per una piena consapevolezza sul tema ambientale e della transizione energetica, scevro da pregiudizi di ogni sorta.

Tommaso Nutarelli

Tommaso Nutarelli

Redattore de Il diario del lavoro.