La Fiom ha sottolineato come il premio Fca sia stato calcolato non come il risultato della redistribuzione di quanto guadagnato dall’azienda, ma “di quanto risparmiato in ogni singolo stabilimento”.
“Anche quest’anno Fca e Cnhi hanno comunicato i risultati del premio di efficienza – ha spiegato il sindacato di categoria Fiom-Cgil in una nota – senza nessun confronto negoziale tra azienda e sindacati firmatari, ed escludendo dall’incontro la Fiom”.
“I risultati finanziari conseguiti dal management – prosegue la nota – hanno garantito utili altissimi alla proprietà, mentre per molti lavoratori italiani permangono i problemi salariali legati agli ammortizzatori sociali, che pesano ogni mese sulle buste paga”.
“La ‘roulette russa’ del premio – sottolinea il sindacato – quest’anno ha colpito le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Cnhi di San Mauro, Lecce, Foggia, Brescia mezzi speciali e Magneti Marelli di Napoli, che non vedranno un euro in più”.
Per la Fiom il sistema salariale previsto dal Contratto collettivo specifico di lavoro in Fca e Cnhi deve essere, con la scadenza del contratto, “completamente rinegoziato, perché così com’è penalizza le lavoratrici e i lavoratori dei due gruppi”.
“E’ ora di aprire un negoziato vero con l’azienda -conclude il sindacato – in cui siano i lavoratori protagonisti della contrattazione del salario, a partire dall’aumento della paga base, oggi inferiore rispetto ai metalmeccanici a cui si applica il contratto nazionale, e da un sistema premiante che parta dal riconoscimento del lavoro delle persone”.



























