Fiat sta lavorando a un secondo modello a Mirafiori, oltre alla 500. Lo ha annunciato Arnaud Belloni, nuovo ceo dei marchi Fiat, Abarth e Lancia, al Salone dell’Auto di Parigi. «Siamo al lavoro su un’auto molto piccola, estremamente competitiva, nella stessa filosofia della 2CV, ma non neoretrò, molto più moderna con un approccio totalmente diverso», ha spiegato Belloni. «Ci stiamo lavorando, arriverà prima di quanto immaginiate», ha aggiunto.
Il manager, arrivato alla guida dei marchi da circa un mese e al debutto con la stampa al Salone di Parigi, ha spiegato di trascorrere ogni settimana a Torino, lavorando a stretto contatto con i responsabili del design e dello sviluppo prodotto. Fiat, precisa Belloni, «deve continuare a essere un marchio globale, presente in mercati come Brasile, Turchia e Marocco», ma «senza perdere il proprio radicamento industriale italiano». L’obiettivo dichiarato, infatti, è continuare a investire sul proprio futuro industriale in Italia e a Mirafiori, mantenendo Torino al centro dell’identità del marchio: «Fiat è Fiat grazie a Torino e Fiat è Fiat grazie all’Italia».
Tuttavia, il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, ha ricondotto l’annuncio sul piano della realtà: per assegnare nuove produzioni a Mirafiori servono condizioni industriali più competitive, a partire dal costo dell’energia e dalla logistica. «Abbiamo bisogno di un costo dell’energia che sia competitivo» e di condizioni logistiche differenti, ha spiegato Filosa. «A noi piace molto Mirafiori, piace molto la 500 che stiamo facendo e ci piace molto poter lavorare su ampie soluzioni per quello stabilimento. Però abbiamo bisogno che le istituzioni ci aiutino» a creare le condizioni necessarie per essere competitivi.
Il ceo ha ricordato che il costo dell’energia in Italia è più del doppio rispetto alla Spagna. «Abbiamo bisogno di aiuto per fare di più con la produzione che abbiamo e poi per verificare se è possibile studiare soluzioni in aggiunta», ha sottolineato, ricordando il confronto in corso con il governo e le amministrazioni locali.
Filosa ha inoltre evidenziato che Mirafiori ha raddoppiato la produzione rispetto al 2025 e dovrebbe chiudere l’anno mantenendo questo andamento. «Non dico che i problemi sono stati risolti, però alcuni numeri stanno andando nella direzione corretta», ha osservato.
Su Maserati, invece, «non possiamo più sbagliare». Filosa ha precisato: «Vogliamo arrivare convinti con un piano strategico e spero che a Modena a dicembre riusciremo a cominciare» il rilancio del brand, senza anticipare i contenuti del piano. Il ceo ha riconosciuto le difficoltà produttive del marchio: gli stabilimenti di Modena e Cassino «purtroppo hanno livelli di produzione più bassi di quelli che dovrebbero avere perché manca il prodotto in questo momento».
Quanto a Pomigliano, la nuova piattaforma E-Car di Stellantis, sulla quale nascerà anche la futura piccola elettrica prevista per lo stabilimento campano, potrebbe essere utilizzata per produrre modelli in più stabilimenti del gruppo. «La E-Car ha la possibilità di andare su alcuni plant, non solo su uno», ha spiegato Filosa. «Stiamo pensando dove la E-Car può essere prodotta e che modello produrre e dove. Ma non è necessario che sia fatto in un plant solamente, può essere fatto in un paio di plant», ha aggiunto il ceo.




























