E’ stato firmato ieri tra Governo, imprenditori e sindacati l’Acuerdo para la mejora del crecimiento y del empleo, che introduce in Spagna la riforma del mercato del lavoro. L’intesa, che arriva dopo 14 mesi di trattativa, sarà recepita in un decreto legge per volontà del primo ministro, José Luis Zapatero, con l’obiettivo di renderla operativa entro luglio. Il provvedimento è stato varato per affrontare il nodo del lavoro precario, che supera nel Paese il tasso del 33%, molto superiore alla media della Ue. La riforma introduce il divieto di ripetizione pluriennale dei contratti temporanei, ponendo il limite temporale di due anni e mezzo. Il lavoratore che nell’arco di 30 mesi ha occupato il medesimo posto per un periodo di due anni accede per legge al diritto di assunzione a tempo indeterminato. In caso di trasformazione entro il 2006 dell’impiego da precario a tempo indeterminato, l’imprenditore riceverà in sovvenzione per ogni dipendente 800 euro annui per tre annualità. Sono inoltre previsti quattro anni di incentivi, contro i due attuali, per chi assume a tempo indeterminato giovani, tra 600 e 800 euro, donne, 850 e 1.200 euro in caso di rientro dalla maternità, dipendenti sopra i 45 anni, 1.200 euro per l’intera vigenza contrattuale, e lavoratori disabili, con l’incentivo di 3.200 euro. Nella scala degli indennizzi per le aziende, risultano estesi anche ai giovani maschi tra i 16 e i 36 anni gli stessi incentivi previsti per le imprese che assumono donne, con l’obiettivo di creare di posti di lavoro di primo impiego a tempo indeterminato. E’ previsto inoltre un taglio dei contributi per la disoccupazione, che verranno ridotti dello 0,50%. I datori di lavoro, in virtù del nuovo sistema, accedono ad una rete di incentivi: quelli che trasformeranno i contratti in assunzioni a tempo indeterminato entro il 2008 saranno favoriti dal taglio dell’indennizzo di licenziamento, dove la liquidazione coprirà 33 giorni lavorativi contro gli attuali 45.
L’Ugt e la maggioranza delle Comisiones Obreras hanno sottoscritto l’accordo. Anche Ceoe, la confederazione spagnola degli imprenditori, e Cepyme, la confederazione delle piccole e medie imprese, hanno espresso la loro soddisfazione per la conclusione del negoziato. Secondo il segretario generale dell’Ugt, Candido Mendez, l’intesa è uno strumento utile per tagliare la precarietà di cui soffrono molti lavoratori, adesso le parti devono impegnarsi “per portare a buon fine gli obiettivi di questa riforma”. Per cambiare il modello di crescita economica nel Paese è un passo indispensabile, ha spiegato, ma è indispensabile anche sviluppare il tessuto tecnologico e investire nella formazione. La minoranza delle Comisiones Obreras ha invece espresso voto contrario, criticando in particolare il taglio della liquidazione. Il risultato più probabile della riforma, hanno denunciato, sarà quello di abbassare per le imprese i costi dei licenziamenti, facendo così corrispondere alla riduzione del lavoro precario un abbassamento di garanzie e tutele per i dipendenti.


























