Una festa nazionale per celebrare il giorno in cui i britannici smettono di lavorare per lo Stato e cominciano a lavorare per se’ stessi: è questa la proposta del parlamentare conservatore Lord Saatchi, che vuole porre fine così alla furtiva politica fiscale del Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown.
L’idea non è nuova, ma il guru della pubblicità ha deciso di istituzionalizzarla. Il peso del fisco quest’anno dovrebbe toccare 414 miliardi di sterline (circa 620 miliardi di euro) nel Regno Unito, pari al 42% del reddito nazionale netto.
Quindi, di fatto, i sudditi di Sua Maestà hanno lavorato per lo Stato dal primo gennaio al due giungo, un periodo equivalente ad una porzione del 42% dell’anno: solo da oggi possono dire di lavorare per sè stessi e per le loro famiglie.
Il due giugno è stato ribattezzato il “giorno dell’Indipendenza”, che in passato – ha sottolineato Lord Saatchi – ricorreva molto prima durante l’anno, a conferma dell’accresciuta pressione fiscale sotto il governo laburista.
Perchè non proclamare il cosiddetto “giorno dell’Indipendenza” una festa nazionale? Lord Saatchi ha già presentato il suo disegno di legge che, se approvato, costringerebbe Brown ad indicare ogni anno -in occasione della presentazione della Legge Finanziaria ai Comuni- questa fatidica data.
La storia è dalla parte dei Conservatori. Sei anni fa questa ricorrenza sarebbe stata celebrata nel mese di maggio, mentre 40 anni fa in aprile. L’anno prossimo, invece, il “giorno dell’Indipendenza” è previsto per il 5 giugno.
“Il disegno di Legge si basa su una oscura tabella pubblicata a pagina 260 del Libro Rosso della Finanziaria, la mette in controluce e la inserisce nei diari di tutti”, ha commentato Lord Saatchi. In questo modo, ha spiegato, il pubblico avrà un chiaro punto di riferimento ed il risultato sarà un sistema fiscale molto più aperto, trasparente e comprensibile a tutti.
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