Critiche ad alcuni aspetti della legge di Stabilità ma nessuna intenzione di indire uno sciopero generale. Il leader della Cisl Annamaria Furlan, in un’intervista al Corriere della Sera, elenca luci e ombre della manovra economica. Furlan plaude alla “conferma degli 80 euro”, ma anche all`operazione “sull`Irap, anche se l`avrei – dice – legata agli investimenti in ricerca, innovazione, occupazione. Vanno bene anche le minori tasse per le nuove assunzioni a tempo indeterminato”.
Tra gli aspetti negativi, invece, il numero uno della Cisl indica “il prelievo fiscale sul Tfr. Va solo a beneficio dell`erario e rischia di ammazzare – osserva – la previdenza integrativa, e noi abbiamo spiegato ai giovani che senza sarebbero stati anziani poveri. Solo se la tassazione è zero il lavoratore può scegliere”. E sul fronte delle pensioni “non ci sono le risorse per mettere fine al blocco della rivalutazione che dura da 16 anni. Più del 50% delle pensioni sono sotto i mille euro al mese e gli 80 euro per loro non ci sono”. Stesso discorso per il pubblico impiego: “sono sei anni che tre milioni di lavoratori non vedono rinnovato il loro contratto, vero che tra loro c`è chi prende 80 euro, ma intanto la busta paga ha perso tra i 2.500 e i 4 mila euro”.
Quanto al Job Act, “il reintegro contro i licenziamenti discriminatori e disciplinari anche per noi non si tocca”, spiega Furlan. “Per i neoassunti siamo disponibili a discutere che per 3-4 anni non scatti l`articolo 18 se si assorbono nel contratto a tutele crescenti le forme di precariato. Ma il governo scopra le carte”, aggiunge.
Infine sulla manifestazione della Cgil di sabato scorso, Furlan sottolinea: “Una grande manifestazione con tante adesioni.
L`altro sabato noi abbiamo scelto una mobilitazione diversa per dire la nostra. Su alcune questioni la pensiamo allo stesso modo…”. Ma non sullo sciopero generale e “neanche sull`occupazione delle fabbriche della Fiom. Servono occupati non occupazioni”.


























