L’ultradestra mette a segno un risultato senza precedenti in Sassonia-Anhalt e consegna alla Germania un nuovo segnale della crescita dell’AfD. Nelle elezioni per il rinnovo del parlamento regionale, Alternative für Deutschland ha raccolto il 43,8% dei voti, più del doppio rispetto al 20,8% ottenuto nel 2021, staccando nettamente la Cdu, ferma al 17,2%.
Il risultato non si traduce però automaticamente nella possibilità per l’AfD di governare da sola. Per avere la maggioranza assoluta nel Land orientale, che conta circa 2,1 milioni di abitanti, il partito guidato localmente da Ulrich Siegmund dovrebbe arrivare a 42 seggi. Sarà quindi decisiva la composizione definitiva del parlamento e, soprattutto, la presenza o meno di altri partiti in grado di superare lo sbarramento.
Entrano infatti nell’assemblea regionale Die Linke, Verdi e Spd, tutti attorno al 9%, mentre supera il 5% anche il partito populista BSW di Sahra Wagenknecht. Fuori invece l’Fdp, che si ferma al 2,6%.
A rendere ancora più significativo il voto è l’affluenza, arrivata al 77,8%, il dato più elevato registrato in Sassonia-Anhalt dalla riunificazione tedesca. Per Siegmund si tratta di un risultato destinato a segnare una svolta: “Abbiamo fatto la storia”, ha dichiarato nella notte elettorale.
Il prossimo governo regionale resta tuttavia tutto da costruire. I partiti tradizionali tedeschi continuano infatti a escludere alleanze con l’AfD, mantenendo il cosiddetto cordone sanitario nei confronti dell’estrema destra. Se il partito non dovesse raggiungere da solo la maggioranza, si aprirebbe dunque una fase complessa di trattative.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è innanzitutto quella di una maggioranza autonoma dell’AfD, qualora il conteggio definitivo dei seggi le consentisse di raggiungere la soglia necessaria. In alternativa, potrebbe essere presa in considerazione un’intesa con il BSW, sempre che quest’ultimo confermi il proprio ingresso nel parlamento regionale e accetti di sostenere un esecutivo a guida AfD. Lo scenario più complicato sarebbe invece quello di un’assemblea senza una maggioranza di destra, nel quale Cdu, Spd e Verdi potrebbero tentare di dar vita a un governo di minoranza con l’appoggio della sinistra. Un’operazione che, almeno sulla carta, avrebbe margini molto stretti.
Siegmund, intanto, esclude compromessi sui punti qualificanti del programma del partito, a partire da immigrazione e sicurezza. “Con me non vedrete mai alcun compromesso sui nostri valori in nome del potere. Non vogliamo piegarci a nessun ordine per ottenere il potere”, ha affermato, definendo il BSW “poco affidabile” e chiudendo così, almeno per il momento, alla possibilità di un accordo.
Dalla leadership nazionale dell’AfD arriva una lettura altrettanto netta. Alice Weidel, co-leader del partito, parla di un “risultato storico” e di un “mandato molto chiaro per formare un governo”. “Il partito più forte ha sempre il mandato di formare un governo”, ha aggiunto, lasciando comunque aperta la possibilità di collaborare con altre forze per amministrare il Land.
Il voto in Sassonia-Anhalt assume così un peso che va ben oltre i confini regionali. La Cdu, che governa il Land, deve fare i conti con una sconfitta pesante. Il presidente regionale del partito e premier uscente Sven Schulze ha riconosciuto il risultato, collegandolo anche alle difficoltà incontrate dal governo federale guidato dal cancelliere Friedrich Merz, espressione della stessa Cdu. Merz, che durante la serata elettorale è rimasto nella sede del partito, non ha commentato il risultato.
Dalla Spd il segretario generale Tim Klüssendorf ha definito l’affermazione dell’AfD “davvero clamorosa”, sottolineando la complessità della situazione che si apre ora. Ancora più duro il giudizio del presidente federale dei Verdi, Felix Banaszak, secondo cui si tratta di “circostanze drammatiche”.
Il risultato arriva inoltre alla vigilia di un nuovo appuntamento elettorale destinato a essere osservato con attenzione a livello nazionale: il 20 settembre si voterà infatti nella città-Land di Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Anche in questi due territori il peso dell’AfD potrebbe diventare uno dei principali temi del confronto politico.




























