Confortato dai dati dei primi cinque mesi di quest’anno, il governo russo ritiene di poter rivedere al rialzo le sue previsioni sulla crescita del Pil nel 2003.
Una crescita che il premier Mikhail Kasyanov ha fissato oggi a “un minimo del 5,5%”, vale a dire un punto percentuale in più rispetto alle previsioni ufficiali fatte finora.
Kasyanov ha reso noto questa revisione al rialzo durante un intervento dinanzi al Consiglio della Federazione, il senato russo. Il premier ha inoltre indicato a “oltre il 10%” il livello medio dell’incremento dei redditi reali della popolazione russa previsto per la fine di quest’anno.
Il consigliere economico del Cremlino, Andrei Illarionov, ha sottolineato da parte sua in un’intervista all’agenzia Itar-Tass che i dati registrati nei primi cinque mesi del 2003 (+ 7% del Pil e della produzione industriale, + 14% dei redditi reali) rappresentano un boom, ma ha aggiunto che non ci sono ancora ragioni per lasciarsi andare all’euforia.
Per raggiungere l’obiettivo indicato dal presidente Vladimir Putin, quello di un raddoppio del Pil entro il 2010, occorre incrementare il tasso di crescita dell’economia russa almeno all’8% all’anno, ha detto Illarionov. E per far questo bisogna ridurre la spesa pubblica di circa un terzo. Un traguardo difficile, ma che secondo il consigliere del Cremlino è l’unica condizione per garantire un vero “miracolo economico russo”, con una crescita potenziale pari anche “al 12% annuo”.
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