Si fa sempre più pesante il profilo assicurativo-sanitario per i lavoratori americani. Se, fino ad oggi, i dipendenti in maggiore difficoltà apparivano quelli delle piccole e medie imprese – lasciati spesso senza copertura da parte delle loro società a corto di fondi – tocca a quelli delle grandi aziende soffrire per le loro assicurazioni sulla salute.
Secondo uno studio condotto dal Commonwealth Fund, associazione di ricerca privata in campo del lavoro, circa dieci milioni di dipendenti di imprese americane con più di 500 lavoratori – ossia 1 su 4 – sono risultati sprovvisti, nel 2001, della assicurazione sanitaria fornita normalmente dal datore di lavoro.
Un segnale preoccupante per il mondo dell’occupazione: le aziende con più di 500 dipendenti rappresentano, da sempre, una sorta di zoccolo duro per quanto concerne il settore delle assicurazioni sanitarie e una fonte di sicurezza per il lavoratori e le loro famiglie costretti, altrimenti, a farsi carico integralmente dei costi per la salute per altro in crescita esorbitante negli ultimi anni.
Insieme all’aumento dei non assicurati nelle grandi aziende – passati dal 7% nel 1987 all’11% nel 2001 – sono infatti saliti anche i costi per quelle voci delle polizze sulla salute a carico dipendenti e non coperti dalle aziende giunti, secondo la Hewitt Association, a 2.126 dollari nel 2003 (circa il doppio rispetto al 1998) e in previsione di passare a 2.595 dollari nel 2004 con un progresso del 22%.
Numeri estremamente penalizzanti per i dipendenti statunitensi a tempo pieno e ancora più allarmanti per quelli part-time. Secondo il Dipartimento del Lavoro, allo scorso marzo,, solo il 9% dei lavoratori part-time era garantito da una assicurazione sanitaria pagata dall’azienda (oltre ad un 3% che vede coperte solo alcune prestazioni), in netto calo rispetto al 1999 quando i tutelati erano il 14% (a fronte, allora, di un 64% tra i lavoratori a tempo pieno).
I dati annunciati dal Commonwealth Fund, in materia di assicurazioni sanitarie aziendali, vanno ad integrare quelli rilasciati da diverse altre società nello scorso settembre.
Secondo una ricerca condotta dalla società Towers Perrin, il prossimo anno i lavoratori statunitensi vedranno crescere del 12% i costi per le proprie assicurazioni sanitarie, mettendo in fila il quinto anno consecutivo con un incremento a due cifre mentre a giudizio della Kaiser Family Foundation e dall’Health Research and Educational Trust, la contribuzione per la sanità garantita dai dipendenti è salita del 48% negli ultimi tre anni.
Solo quest’anno due terzi delle grandi aziende che forniscono ai loro dipendenti piani sanitari hanno infatti aumentato la contribuzione da parte dei lavoratori, mentre il 79% delle imprese statunitensi ha reso noto di volerla incrementare anche nel 2004. In base alla ricerca delle due istituzioni, il danaro versato personalmente dai dipendenti per integrare i pacchetti sanitari è passato dai 1.890 dollari del 2000 agli oltre 2.600 dollari attuali.
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