In Francia i ricchi pagheranno meno tasse: il parlamento ha approvato oggi in via definitiva una legge che tra le altre cose riforma la controversa imposta di solidarietà sulla fortuna (Isf).
Per quest’imposta extra, richiesta a quanti hanno un patrimonio superiore ad un certo valore fissato di anno in anno (720.000 euro nel 2003), sono previste d’ora in poi vari sgravi: non saranno ad esempio più tassati gli investimenti nelle imprese medie e piccole ed è prevista una riduzione del 50% per gli azionisti che conservino almeno sei anni il 20% dei titoli di una società quotata in borsa o il 34% se si tratta di una società non quotata.
L’opposizione di sinistra ha votato contro questi sgravi (previsti da una legge “sull’iniziativa economica”) e ha avuto gioco facile a denunciare che il governo di centro-destra capeggiato da Jean-Pierre Raffarin “toglie ai poveri per dare ai ricchi”. Proprio ieri infatti il governo ha preso una delle sue misure più impopolari da quando è stato insediato nel maggio 2002: ha ridotto dal 3 al 2,25% gli interessi sui libretti di risparmio, molto usati come salvadanaio dai ceti meno abbienti.
L’Isf è stata voluta dalla sinistra in nome di una maggiore giustizia sociale e l’anno scorso, subito dopo la loro vittoria alle legislative di giugno, i Vip del centro-destra hanno discusso se abolirla del tutto: non l’hanno fatto nel timore di essere etichettati come “il partito dei ricchi”.
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