È iniziato al ministero del Lavoro l’incontro tra i leader di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo) e il vicepremier e ministro Luigi Di Maio. Tra i temi al centro del confronto quelli legati alla crescita e lo sviluppo e al Ddl sul salario minimo.
Tuttavia, come ha riferito Furlan entrando nella sede del ministero, non c’è un ordine del giorno preciso.
“Siamo stati convocati – ha sottolineato il numero uno della Cisl – ma non c’è un ordine del giorno. La cosa che sicuramente chiederemo è di aprire un confronto vero con al centro il lavoro e la crescita del Paese”.
Furlan ha aggiunto che con il Governo i sindacati vogliono parlare anche delle infrastrutture che “sono bloccate”. Sul salario minimo, il segretario generale della Cisl ha ricordato che “già il 90% dei lavoratori è coperto dai contratti nazionali. Per noi il salario minimo è rappresentato dai minimi tabellari dei contratti nazionali”.
Il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, ha poi affermato che le confederazioni sindacali hanno presentato una piattaforma al Governo e “vorremmo che si cominciasse a parlare seriamente”.
Per Barbagallo punti imprescindibili della discussione sono “il rilancio dell’economia, dell’occupazione per i giovani e il recupero del potere di acquisto per lavoratori dipendenti e pensionati”.
Sul salario minimo, Barbagallo ha aggiunto che “se ne vorranno parlare siamo qui per ascoltare, ma per noi il salario minimo c’è già: è il minimo contrattuale. Facessero dunque rispettare i contratti alle aziende che fanno lavoro nero”.
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