In Francia la legge sul contratto di primo impiego è stata sostituita da misure in favore dell’inserimento professionale dei giovani nel mercato del lavoro. Lo ha annunciato il primo ministro, Dominique de Villepin. Il nuovo dispositivo, che dovrebbe essere approvato dall’Assemblea nazionale nell’arco di una settimana, stabilisce di aumentare gli aiuti pubblici a favore delle imprese che assumono giovani tra i 16 e i 26 anni. Nella revisione della legge le aziende dovranno proporre rapporti di lavoro a tempo indeterminato per ottenere i contributi pubblici, che vengono calcolati in 150 milioni per quest’anno e in 300 milioni per l’anno prossimo, insieme ai 450 milioni previsti nella Finanziaria 2006 nell’ambito dei contratti già esistenti. Ai giovani senza titolo di studio sarà allargato il contratto “jeune en entreprise”, ossia la possibilità dell’impresa di accedere ad una sovvenzione statale di 400 euro al mese per ogni lavoratore durante il primo anno del rapporto e di 200 euro per il secondo. Alle aziende che assumono con contratti di formazione spetteranno 200 euro al mese per il primo anno e la metà nel secondo. Per facilitare l’accesso dei giovani alle professioni scarsamente frequentate, che rappresentano un giacimento di 300.000 posti di lavoro, verranno creati 50.000 nuovi stage. La norma prevede infine la riorganizzazione del Civis (Contrat d’insertion dans la vie sociale), affinché il giovane lavoratore sia seguito per un anno nel percorso d’inserimento nel mondo del lavoro. Sindacati e studenti si sono dichiarati molto soddisfatti della sostituzione del Cpe, impegnandosi però a rimanere vigili finché non sarà varato il nuovo progetto.
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