“Il tasso di occupazione femminile in Europa continua ad aumentare e, in un anno, è cresciuto dello 0,5%”. Lo ha affermato Sofia Erikfson della Dg Occupazione e Affari sociali della Commissione europea, all’incontro semestrale del Misep (Mutual information Systems on Employementor policies), organizzato a Roma nell’ambito della presidenza italiana dell’Unione.
Il Misep è un organismo comunitario coordinato dalla Commissione europea, formato da una rete di corrispondenti, esperti di mercato del lavoro, dei 25 Paesi del blocco europeo.
All’incontro di Roma si è fatto un primo bilancio sulle strategie messe in atto dai vari paesi europei per incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Erikfson ha affermato che “il divario con l’occupazione maschile in Europa è del 17% e si sta riducendo, anche se è più profondo in alcuni Paesi come Spagna Lussemburgo e Italia”. Anche i divari salariali fra uomo e donna rimangono alti. “Dal 1998 -aggiunge la rappresentante della Commissione europea- nulla è cambiato: tra il salario maschile e quello femminile rimane una differenza del 16% che nel privato arriva al 20%”. “Il tasso di occupazione -continua Sofia Erikfson al convegno organizzato dal Ministero del Welfare- cala del 13% per le donne con figli, mentre per gli uomini con prole, al contrario, questo aumenta del 9%”. Inoltre, la rappresentante della Commissione si è soffermata sui contenuti dei vari Piani d’azione nazionali (Nap) per quanto riguarda il Gender Mainstreaming, vale a dire l’implementazione delle politiche volte ad agevolare le pari opportunità. “Nessun piano di azione nazionale tratta bene l’argomento, tranne il Nap svedese” ha affermato Erikfson.
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