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Istat, a gennaio l’inflazione torna positiva + 0,4%

redazione
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Febbraio19/ 2021

Dopo otto mesi di variazioni negative dei prezzi al consumo su base annua, a gennaio 2021 l’inflazione torna positiva. Nel mese di gennaio, l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,7% su base mensile e dello 0,4% su base annua (da – 0,2% di dicembre). La stima preliminare era + 0,2%.

L’inflazione torna positiva prevalentemente per l’attenuarsi della flessione dei prezzi dei Beni energetici (da – 7,7% del mese precedente a – 4,9%), sia nella componente regolamentata (da – 7,0% a – 2,1%) sia in quella non regolamentata (da – 8,1% a – 6,3%), e, in misura minore, per l’accelerazione di quelli dei Beni durevoli (da + 0,6% a + 1,2%) e per il calo meno ampio dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da – 0,7% a – 0,1%).

L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici sono entrambe in crescita a + 0,8%, da + 0,6% di dicembre.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici sia regolamentati (+ 4,8%) sia non regolamentati (+ 2,3%), dei Beni durevoli (+ 1,0%) e dei Beni alimentari (+ 0,8%).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a + 0,6% per l’indice generale e a + 0,3% per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano da + 0,6% a + 0,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto attenuano la loro flessione da – 0,3% a – 0,1%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una diminuzione dello 0,9% su base mensile e un aumento dello 0,7% su base annua (da – 0,3% di dicembre); la stima preliminare era + 0,5%. La crescita tendenziale più marcata dell’Ipca rispetto a quella del Nic si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature che su base annua aumentano del 5,2% (invertendo la tendenza e accelerando da – 0,2% di dicembre). L’avvio dei saldi invernali diversificato tra le regioni, a differenza dello scorso anno quando iniziarono tra il 4 e il 5 gennaio, produce infatti un calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature (- 18,5%) meno ampio di quello di gennaio 2020 (- 22,7%), che si riflette sulla dinamica tendenziale sia di questo raggruppamento merceologico sia dell’indice generale.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e dello 0,2% su base annua.

TN