Altro che scansafatiche e bugiardi: gli italiani sono i lavoratori più onesti e solerti d’ Europa.
Questo è quanto risulta da un’ indagine condotta da Jobpilot, la multinazionale nel settore dell’ e-recruiting, attraverso i suoi portali Internet operanti in undici Paesi europei.
A sorpresa, è stata l’ Italia, infatti, a registrare le percentuali più basse riguardo all’ assenteismo sul lavoro: soltanto il 2% degli intervistati ha rivelato di mancare spesso dal posto di lavoro fingendo di essere malato. Una quota altrettanto esigua (ancora il 2%) si affida a medici compiacenti per stare a casa più del necessario. Poco più della metà del campione (il 51%) ha invece detto di essere realmente indisposto in caso di assenze sul lavoro mentre il 46% ha dichiarato di recarsi in ufficio anche con la febbre, per paura di perdere il posto.
Dati, questi, che segnalano il nuovo incredibile primato dell’ onestà e del senso del dovere degli italiani rispetto ai colleghi di altri Paesi europei. A mentire spudoratamente è infatti in media il 7% del campione complessivo, oltre il triplo degli italiani: primi nella classifica dei bugiardi sono i francesi (11%), seguiti a ruota dagli inglesi (10%).
Sono invece soprattutto gli austriaci (6%) a contare su certificazioni mediche false.
Il 69% degli abitanti della Repubblica Ceca prende periodi di malattia solo in casa di reale necessità. Un’ altra percentuale interessante riguarda quasi la metà dei tedeschi (il 46%), che – come gli italiani – dicono di recarsi al lavoro anche quando sono malati per la paura di perdere il posto.
Nel Regno Unito, invece, probabilmente per le maggiori opportunità di cambiare lavoro date dal mercato, soltanto il 19% di chi ha risposto al quesito dichiara di temere questa possibilità.
La ricerca, svoltasi nel mese di luglio, ha coinvolto otto Paesi (Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria) e poco meno di 13.000 cittadini europei (12.899, per l’ esattezza) che hanno potuto esprimere direttamente on line, la propria opinione.
Più della metà del campione ha un’ età mediamente compresa tra i 25 e i 34 anni, è in possesso di un titolo di studio universitario e appartiene a una fascia di reddito medio-alta.
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