di Angelo Stango, delegato di Confindustria Ancona alle relazioni industriali
(Il testo dell’accordo)
L’accordo sottoscritto ad Ancona da Confindustria e Cgil, Cisl, Uil provinciali costituisce un fatto di indiscutibile novità nel campo delle relazioni industriali ed ha un significato esplicitamente strategico, di particolare rilievo oggi, nel momento in cui le parti sociali concentrano la loro attenzione sullo sviluppo del secondo livello contrattuale: e appunto la contrattazione di secondo livello è il cardine sul quale ruota tutto l’impianto dell’accordo. Alla sua base vi è, infatti, la piena condivisione, da parte dei firmatari, di un elemento fondamentale per le relazioni industriali, cioè che la contrattazione di secondo livello diventi strumento di concreta e misurabile competitività sia per le aziende, soprattutto quelle medio-piccole, sia per i collaboratori delle aziende stesse.
Ritengo questo protocollo un vero successo poiché riprende quello del maggio 2000, quando furono poste le basi per realizzare un positivo, reciproco approccio alla contrattazione di secondo livello: sebbene condiviso, quell’accordo quadro non fu sempre rispettato, forse i tempi non erano maturi. Oggi invece il clima è cambiato e siamo certi che, fermo restando l’autonomia delle parti e le rispettive, distinte responsabilità, questo accordo porterà ad iniziative concrete per lo sviluppo economico, industriale, occupazionale della provincia.
Ma il senso e il valore dell’accordo diventano soprattutto chiari alla luce dei suoi contenuti. Essi si articolano nella contrattazione aziendale, la flessibilità organizzativa, la formazione, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la gestione di crisi e ristrutturazioni. E’ scritto nella premessa che la contrattazione di secondo livello ha senso e trova corretta applicazione se da essa deriva un beneficio economico per l’azienda e che parte di tale beneficio, in un’ottica di trasparenza, vada distribuito tra i lavoratori. In particolare, il premio di risultato deve rappresentare uno strumento di crescita competitiva per le aziende e conseguente garanzia di stabilità e di incremento di reddito per i lavoratori. In tale ottica Confindustria Ancona e le organizzazioni sindacali hanno preso coscienza che, oltre a concordare gli obiettivi, occorre condividere gli strumenti per raggiungerli.
La flessibilità organizzativa è definita uno strumento che consente alle aziende di fronteggiare in maniera competitiva le mutate dinamiche dei mercati. In tale visione si è concordato di gestire le forme contrattuali di lavoro diverse dal contratto a tempo indeterminato in modo innovativo, attraverso l’attivazione di un progetto specifico, sperimentale per la durata di due anni. Esso prevede che nelle aziende che aderiranno all’accordo i lavoratori assunti con contratto a termine o somministrato, dopo un periodo di prova di 6 mesi, vengano inseriti in un “bacino”, istituito a livello di singola unità produttiva. Tutte le assunzioni effettuate successivamente, con qualsiasi tipologia contrattuale, dovranno avvenire attingendo a questo bacino col criterio dell’anzianità aziendale e della professionalità specifica.
Verrà creato inoltre un osservatorio provinciale che focalizzerà la propria attività su formazione e sicurezza sui luoghi di lavoro e che avrà questi compiti: analisi preventiva delle professionalità di cui necessita il comprensorio anconetano al fine di implementare una formazione mirata; individuazione e realizzazione di azioni condivise di orientamento per studenti dei corsi di formazione professionale, delle scuole superiori e dell’università; progettazione e sviluppo di azioni di supporto allo sviluppo ed alla crescita del comprensorio; istituzione di percorsi formativi che rispondano alle necessità di aggiornamento ed evoluzione delle competenze presenti sul territorio; promozione della sicurezza sul lavoro e del rispetto delle normative in materia e relativo monitoraggio rispetto all’attuazione.
Per quanto riguarda, infine, la gestione di crisi e ristrutturazione l’accordo impegna le parti, da un lato, a monitorare l’evoluzione produttiva ed occupazionale del territorio, dall’altro, nella ricerca di azioni basate sul dialogo tra le parti coinvolte, finalizzato alla ricerca di iniziative condivise.



























