Lavorare stanca, ma arrivare al lavoro stanca ancor di più, almeno a guardare i risultati di un sondaggio on line della società Monster in 14 Paesi europei.
Su 9.138 intervistati, infatti, il 58% ha detto di impiegare più di mezz’ora per arrivare al lavoro, il 23% più di quaranta minuti e il 19% addirittura più di un’ora (una percentuale che sale quasi al 25% in Olanda e Irlanda). Traffico e ingorghi, problemi di parcheggio e ritardo dei treni non condizionano, però, solo gli abitanti delle grandi metropoli estere, come Parigi e Londra, ma anche gli italiani che lavorano in città come Milano, dove l’offerta di lavoro e le possibilità di fare carriera sono maggiori, ma che spesso sono costretti a cercare casa in periferia. Anzi, spesso i tempi per raggiungere l’ufficio sono ancora più alti in Italia che in altre nazioni. Su 2.636 intervistati nel nostro Paese, infatti, il 63% impiega più di mezz’ora per raggiungere l’ufficio, il 46% più di quaranta minuti, e il 21% più di un’ora.
In tutta Europa solo il 19% degli intervistati ha la possibilità di vivere vicino al posto dove lavora e cominciare la giornata con una passeggiata (il 16% in Italia), con l’eccezione della Norvegia dove la percentuale di chi va al lavoro a piedi sale al 28%. Orari di lavoro più flessibili con ingressi scaglionati e telelavoro – suggerisce Monster – sono alcune delle soluzioni possibili per diminuire lo stress e cominciare meglio la giornata lavorativa.
In Irlanda e Olanda si registra la media più alta in Europa di persone che impiegano più di un’ora per arrivare al lavoro (una su quattro), mentre la Norvegia presenta la percentuale più significativa delle persone che vanno a piedi al lavoro (28%).
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























