La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-giugno 2024 è cresciuta del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2023. Lo riporta Istat nella sua periodica rilevazione. L`indice delle retribuzioni contrattuali orarie a giugno segna un aumento dell`1,2% rispetto al mese precedente e del 3,6% rispetto a giugno 2023; l`aumento tendenziale è stato del 4,9% per i dipendenti dell`industria, del 3,7% per quelli dei servizi privati e dell`1,6% per i lavoratori della pubblica amministrazione.
I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono: legno, carta e stampa (+8,5%), credito e assicurazioni (+7,1%) e settore metalmeccanico (+6,4%). L`incremento è invece nullo per farmacie private, telecomunicazioni, ministeri, forze dell`ordine, forze armate e attività dei vigili del fuoco.
Alla fine di giugno i 41 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica riguardano il 64% dei dipendenti, circa 8,4 milioni, e corrispondono al 62,9% del monte retributivo complessivo. Nel corso del secondo trimestre 2024 sono stati recepiti quattro contratti: conciarie, distribuzione moderna organizzata, agricoltura – impiegati, pubblici esercizi.
I contratti che, a fine giugno 2024, sono in attesa di rinnovo ammontano a 34 e coinvolgono circa 4,7 milioni di dipendenti (il 36% del totale). Il tempo medio di attesa di rinnovo a giugno 2024 è pari a 27,3 mesi (era 29,2 a giugno 2023) per i lavoratori con contratto scaduto e a 9,8 mesi se calcolato sul totale dei dipendenti (era 15,4 a giugno 2023).
“Anche nel secondo trimestre del 2024, similmente ai due trimestri precedenti, nel settore privato la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali è più elevata di quella dell`inflazione – commenta Istat – L`incremento retributivo più sostenuto si registra per il comparto industriale, per effetto degli incrementi erogati nei principali comparti della manifattura, ma è marcato anche nei servizi, essendo trainato dagli incrementi economici fissati dai rinnovi nel settore del credito e assicurazioni e in quello del commercio. Questa fase di recupero delle retribuzioni rispetto all`inflazione dovrebbe consolidarsi nei prossimi mesi, alla luce della chiusura di ulteriori rinnovi nel settore dei servizi. Nella pubblica amministrazione, ancora in attesa dei rinnovi relativi al triennio 2022-2024, la crescita retributiva risulta invece in rallentamento ed è sostenuta esclusivamente dall`erogazione dell`indennità di vacanza contrattuale ai dipendenti delle amministrazioni non statali”.


























