Non solo brutte notizie per il mercato del lavoro. Se il sotto-indice Ism relativo all’occupazione comunicato oggi ha deluso scendendo ad agosto a quota 45,9 punti dai 46 di luglio (per il 35 mese consecutivo sotto quota 50), altri dati aprono spiragli di speranza per un miglioramento del settore: stando al sondaggio realizzato da Challenger, Gray & Christmans, il numero di licenziamenti annunciati delle aziende americane è sceso ad agosto del 6% rispetto a luglio, a quota 79.925. Si tratta inoltre del quarto mese consecutivo che il numero dei tagli annunciati rimane sotto quota 100.000, un evento che non si verificava dal 2000. I licenziamenti sono scesi inoltre del 32% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Ma il rallentamento dei tagli, avvertono gli esperti, sebbene sia un segnale positivo, non basta da solo a supportare l’ipotesi di una svolta per il mercato. “Sebbene i licenziamenti siano diminuiti e ci siano stati segnali di un rimbalzo nel settore manifatturiero, devono ancora arrivare indicazioni concrete di un ripresa della spesa in conto capitale. Questa potrebbe sostenere l’ipotesi di un vero e proprio ritorno in massa alle assunzioni da parte dei datori di lavoro” ha dichiarato Rick Cobb, vice presidente di Challenger, Gray & Christmans. Il settore delle tlc è quello che ha annunciato il maggior numero di licenziamenti (18.739), seguito dal settore governativo e non-profit (6.921) e dei prodotti al consumo (5.371).
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