L’integrazione dei lavoratori dell’Est europeo dopo l’ampliamento Ue del 2004 “ha avuto sostanzialmente effetti positivi sul mercato del lavoro”. E’ questa la conclusione di un rapporto della Commissione Ue. La ricaduta favorevole della libera circolazione si nota soprattutto nei Paesi che non hanno posto restrizioni, come Gran Bretagna, Irlanda e Svezia. L’Italia rientra nei casi di accesso limitato, ha spiegato il commissario all’Occupazione Vladimir Spidla, ma “oltre il 40% delle quote per limitare l’accesso di cittadini dei nuovi Paesi membri non sono state utilizzate”. Nel nostro Paese solo lo 0,1% dei lavoratori in entrata ha richiesto il permesso di soggiorno. Spidla ha inoltre invitato gli Stati membri a esaminare “la necessità di mantenere le disposizioni transitorie”, considerando l’andamento dei rispettivi mercati del lavoro e i dati della relazione.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























