“L’Italia è tra quella minoranza, costituita da 4 paesi dell’Unione, che ha approvato in via definitiva, e una volta tanto prima della scadenza prevista al 19 luglio, le due direttive Ue anti-discriminazione”. Lo ha annunciato il ministro del Welfare Roberto Maroni al termine della terza conferenza europea sulla discriminazione in corso a Milano.
Un impegno riconosciuto anche dal commissario per l’occupazione e gli affari sociali Anna Diamantopoulou che alcuni giorni fa aveva lanciato l’allarme sui ritardi dei Quindici nel recepire le direttiva Ue in materia. L’Italia, ha detto il commissario nella conferenza stampa con Maroni e il presidente della Regione Lombardia Formigoni è “uno dei pochi Paesi dell’Unione ad aver recepito le direttive europee in materia di discriminazione razziale”. La Diamantopoulou ha quindi ricordato che sono ormai passati tre anni da quando l’Unione Europea approvò le due direttive in materia: una sancisce la parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica; l’altra invita i Paesi membri ad avviare politiche di lotta alla discriminazione.
“Sul tema della lotta alla discriminazione – ha spiegato Maroni – questo governo ha fatto molto e si propone di fare ulteriori passi avanti nella direzione indicata dalla Commissione e dal Consiglio”. “L’impegno – ha aggiunto – è di adottare, nei termini previsti, tutte le direttive europee emanate che hanno impegno sociale” dicendosi quindi “dispiaciuto” di chi ha polemizzato, “invece di congratularsi con il governo per aver approvato in tempo le direttive”.
Secondo Maroni inoltre “quello della discriminazione è un tema decisivo nelle politiche sociali”. “Bisogna combattere – ha spiegato – la discriminazione sia in materia di lavoro che di immigrazione”. Il responsabile del Welfare ha quindi annunciato per le giornate del 20-21 novembre prossimi, un seminario europeo sull’immigrazione a Como “per affrontare la materia non dal punto di vista del contrasto a quella clandestina” ma per parlare su come “mettere assieme le politiche di integrazione contro la discriminazione e di accoglienza per coloro che vengono in Italia e in Europa in cerca di lavoro”. Per quanto riguarda le discriminazioni sul lavoro, Maroni, dopo aver ricordato come l’Italia abbia un basso tasso di occupazione femminile, ha spiegato che il disegno di legge Biagi “che sarà approvato in via definitiva prima della chiusura estiva del Parlamento, ci mette a disposizione gli strumenti necessari.
Certo però – aggiunge – nessuna legge può far aumentare l’occupazione se non c’è una ripresa economica”.
Secondo il presidente della Regione Lombardia Formigoni infine, presente anch’egli alla conferenza, “la lotta contro la discriminazione è una delle lotte qualificanti per l’Europa e che attiene all’identità stessa europea”. “Ogni livello delle istituzioni deve essere coinvolto – ha aggiunto – contro la discriminazione” dalla Commissione ai governi nazionali ma anche “dalle amministrazioni territoriali dei vari Stati utilizzando il principio della sussidiarietà, in cooperazione con gli altri livelli di governo”.
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