Con la firma del trattato di adesione di dieci nuovi paesi membri l’Unione europea diventa la terza entità al mondo per numero di abitanti – oltre 450 milioni – dopo Cina e India.
Ecco le cifre essenziali concernenti i nuovi stati membri europei:
– 75 milioni di nuovi cittadini europei – I dieci che hanno firmato il trattato di adesione hanno una popolazione complessiva di circa 75 milioni di persone, con punte massime in Polonia, 39 milioni di abitanti e minime a Malta, 390.000 abitanti. Ai due paesi già citati si aggiungono la Repubblica Ceca (10,3 milioni), Ungheria (10), Slovacchia (5,4), Lituania (3,7), Lettonia (2,4), Estonia (1,4), Slovenia (due milioni) e Cipro (800.000).
– pil medio sotto 50% Ue -Nell’insieme i dieci nuovi stati membri rappresenteranno, secondo la Commissione, appena il 4,6% della ricchezza attuale dell’Ue, con un Pil cumulato di 404,1 miliardi di euro. Nel 2001 il loro Pil medio pro-capite ha raggiunto il 45% di quello dell’ Ue, anche se ci sono sensibili differenze tra paesi: assegnando al Pil medio dell’Ue un valore pari a 100 si va dall’80 di Cipro, al 69 della Slovenia, al 55 di Malta, fino a scendere al 40 della Polonia, al 38 della Lituania e al 33 della Lettonia.
Stando alle previsioni di Bruxelles di un anno fa, il Pil dei nuovi dovrebbe segnare una crescita superiore rispetto a quella degli stati membri, attestandosi intorno al +4,7% nel 2003, con buone prestazioni attese soprattutto nei tre paesi baltici (Lettonia, Estonia e Lituania) ed in Slovacchia.
– Forti disparità inflazione e disoccupazione – I nuovi stati membri dell’Ue fanno registrare notevoli differenze anche sotto il profilo dell’inflazione, che va da un minimo del 2% a Cipro a circa il 10% in Slovacchia. In media nel 2002 il tasso di inflazione dei dieci paesi ha toccato quota il 4% circa, livello simile a quello atteso per il 2003 (4,1%). Il tasso di disoccupazione varia tra il 5,7% della Slovenia ed il 19,4% della Slovacchia, attestandosi in media nel 2002 al 10,7%. Per il 2003 è prevista una lieve riduzione al 10,4%. Anche sul versante del deficit le stime per l’anno in corso indicano un miglioramento: dovrebbe scendere in media dal -4,1 al -3,8.
– I costi dell’allargamento – I costi complessivi del processo di allargamento per il periodo 2002-2004 sono stati calcolati dalla Commissione europea in 40,1 miliardi di euro. I dieci parteciperanno a pieno titolo alle prossime elezioni del Parlamento europeo del giugno 2004.
I paesi che hanno ottenuto lo status di candidati, ma che non faranno parte della prima ondata dell’allargamento dell’Ue sono Bulgaria, Romania e Turchia. Mentre per i primi due la Commissione propone l’ingresso a partire dal 2007, per la Turchia (che con 64 milioni di abitanti sarebbe, in caso di ammissione, il secondo paese dell’Ue dopo la Germania) è ancora da fissare una data per l’avvio dei negoziati di adesione.
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