“La decisione del Governo di aumentare l’aliquota dell’Irap per banche e assicurazioni, rispettivamente al 4,65% e al 5,90%, è un’operazione miope, che rischia di penalizzare in modo pesante i lavoratori”. Lo denuncia il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, per il quale “l’operazione, che incide in modo negativo in quanto il costo del lavoro rientra nella base imponibile dell’imposta, trova inoltre applicazione in un momento assolutamente inadeguato, poiché nei due settori è scaduto da tempo il contratto nazionale di lavoro e nel credito il confronto è in fase di avvio, mentre nelle assicurazioni è in corso da mesi e si sta rivelando particolarmente delicato”.
“L’iniziativa del Governo – prosegue – rischia quindi di condizionare in modo negativo le trattative e indebolire il già difficile equilibrio raggiunto nelle relazioni industriali con Abi e Ania. La manovra colpisce alla cieca banche e assicurazioni, sfruttando la popolarità di tale scelta, ma non si pone il problema delle conseguenze sui lavoratori, che non beneficiano di premi, bonus, dividendi e stock options esorbitanti come quelli distribuiti al top management, ma grazie alle loro capacità professionali e al loro impegno hanno consentito ai due settori di affrontare la crisi meglio di altri e senza pesare sulla collettività”.
“Per questi motivi – conclude – chiediamo che il governo riveda la sua decisione e appoggiamo le iniziative intraprese dalla Uil per sollecitare interventi di modifica, tra cui il presidio aperto davanti alla sede del Senato per tutto l’iter parlamentare, alla cui inaugurazione, prevista per martedì mattina alle 10, parteciperà una delegazione della Uilca”. (LF)
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