Referendum più vicino o più lontano? Difficile rispondere. In effetti l’impegno referendario sembrerebbe allontanarsi, perché la Commissione Lavoro della Camera, grazie a un lavoro difficile ma continuo del presidente Cesare Damiano, è riuscito a trovare un accordo su un testo di legge che risponde, o sembra rispondere, ai quesiti referendari per quanto si riferisce all’uso dei voucher. Ma, allo stesso momento, questo accordo sembra inutile: la Cgil, che ha indetto i referendum e quindi avrà voce in capitolo sulla decisione finale (anche se l’ultima parola spetta alla Cassazione) si è detta insoddisfatta della soluzione trovata e punta spedita verso la prova delle urne.
Ma perché la Cgil si è detta insoddisfatta? In realtà l’accordo sembra fatto bene e sarebbe stato difficile il contrario, considerando che Damiano, ex sindacalista proprio della Cgil, ed ex ministro del Lavoro, ha tutti i numeri per un compito del genere. E’ un negoziatore nato, ha l’autorità per riuscire in un compito delicato come questo che si è accollato.
Cosa dice dunque questo accordo? Che i voucher potranno essere utilizzati solo dalle famiglie o dalle microimprese con zero dipendenti, e da queste ultime solo per retribuire disabili, pensionati, giovani under 25 anni, stranieri con permesso di soggiorno, disoccupati, e per una serie di lavori elencati con precisione. E’ previsto che possa ricorre ai voucher anche la pubblica amministrazione, ma solo per lavori di emergenza o di solidarietà, e gli agricoltori, ma solo per alcuni lavori stagionali e, anche in questo caso, solo per studenti, minori di 25 anni, pensionati. Non potranno ricorrervi mai partiti o sindacati, che invece ne abusavano, e naturalmente tutte le imprese che hanno da un dipendente in su.
Insomma, par di capire che con la nuova normativa l’uso dei voucher tornerebbe a essere un modo per retribuire lavori occasionali, saltuari, non certo un sistema per evitare fraudolentemente l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori gia’ sfruttati grazie all’abuso dei buoni lavoro. E questo anche grazie ai limiti molto stretti previsti. Per esempio, un lavoratore in un anno non potrà ricevere complessivamente voucher per più di 5.000 euro, e mai più di 2.000 euro da un singolo datore di lavoro. Inoltre, per la prima volta sono previste sanzioni per chi comunque tentasse di abusarne: multe da 600 a 3.600 euro e, soprattutto, obbligo di assunzione se con l’uso dei voucher si sono mascherati lavori dipendenti.
Un accordo buono, dunque, o un accordo cattivo? La Cgil ha detto in pratica che non cambia nulla, perché comunque resta possibile utilizzarli anche alle aziende, sia pure senza alcun dipendente; ragione per cui c’è comunque dietro uno sfruttamento, un crescere della precarietà. Quindi meglio andare al referendum, puntando ad abolire del tutto il sistema dei buoni lavoro.
La Cgil afferma infatti che restando in campo i voucher, pur limitati, resterebbe anche la precarietà, che in quanto tale e’ un male. Giusto, in linea di principio. Tuttavia, difficile immaginare che i piccoli lavori retribuiti con i voucher possano trasformarsi magicamente in ‘’veri’’ lavori a tempo indeterminato. Sono appunto piccoli lavori marginali, che però, grazie ai voucher, erano retribuiti in chiaro e prevedevano anche un versamento contributivo. Eliminando i voucher, e’ difficile immaginare che questi lavoretti cessino di esistere, che famiglie, o aziende senza dipendenti, non vi ricorreranno più. Molto più probabilmente rientrerebbero nel lavoro nero, che è la vera piaga del lavoro nel nostro paese, si inabisserebbero completamente, senza prevedere nemmeno una piccola contribuzione, a tutto danno delle pensioni di domani.
La Cgil si e’ posta un grande obiettivo con questi referendum e con la legge di iniziativa popolare: tornare a far parlare del lavoro, riportare il tema al centro del dibattito sociale e politico del paese. E ci è riuscita, perché di lavoro si è parlato molto in questi mesi e questo non può che essere una cosa assai positiva per un sindacato. Ma il referendum è altra cosa, divide e non unisce, laddove il nostro paese ha bisogno proprio del contrario, di unire, eliminare le differenze, abbattere i muri, non ergerne di nuovi. Inoltre, occorre tenere conto delle conseguenze che potrebbe avere un fallimento del referendum, se non raggiungesse il quorum. In questo caso l’effetto boomerang per tutto il sindacato, non solo per la Cgil, sarebbe inevitabile. Già il sindacato è in linea di massima mal visto dalla pubblica opinione italiana: cosa accadrebbe se fallisse la prova del referendum? Quanto ci metterebbe a riprendersi da una caduta del genere?
La Cgil, comunque, ritiene che ottenere il quorum sia un obiettivo a portata di mano. Recenti sondaggi effettuati da specialisti del settore hanno assicurato un afflusso alle urne pari al 52-53%. Un dato a cui tutti sembrano credere, specie considerando l’afflusso elevato e inatteso al referendum del 4 dicembre. Tuttavia, i due eventi non sono confrontabili. Quello del 4 dicembre e’ stato un voto politico contro Matteo Renzi, ma stavolta l’ex premier non c’entra nulla, e’ di fatto uscito di scena. In ogni caso, su Renzi gli elettori sono stati già chiamati a votare, difficile che tornino a farlo, con la stessa determinazione, a distanza di appena quattro mesi. E sui voucher, quanti elettori sanno cosa sono, perché vanno combattuti, perché devono essere eliminati? Quanti se ne sentiranno toccati e coinvolti? Temo davvero pochi.
Contrattazione
Questa settimana è stato firmato il verbale di intesa tra Natuzzi e i sindacati di categoria regionali di Puglia e Basilicata Feneal, Filca, Fillea, delle sigle del commercio Filcams, Fisascat, Uiltucs e provinciali di Bari, Taranto e Matera, oltre alle Rsu/Rsa. L’accordo, firmato presso la sede di Confindustria di Bari/Bat, prevede in particolare il proseguimento dell’utilizzo del contratto di solidarietà, lo sblocco ed il recupero degli scatti di anzianità, l’avvio del confronto su tutti gli istituti contrattuali, con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione del contratto integrativo aziendale. In occasione delle iniziative promosse per l’8 marzo è stato siglato l’accordo Abi-sindacati sul congedo alle donne vittime di violenza di genere previsto dal decreto legislativo 80/2015. I sindacati del comparto tessile hanno approvato l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto con le organizzazioni dell’artigianato, che prevede un aumento di 100 euro nel settore moda, 105 euro per il settore gomma plastica e di 95 euro per vetro e ceramica. Per quanto riguarda la vertenza Whirlpool, nel corso dell’incontro tra azienda, Mise e sindacati di categoria, la multinazionale americana ha presentato un progetto di reindustrializzazione per il sito di Teverola, in provincia di Caserta. Infine, è stato firmato, dopo più di dieci mesi di trattative, il rinnovo del contratto collettivo provinciale dell’edilizia di Brescia; l’accordo ha decorrenza dal 1° marzo 2017 e sarà in vigore sino al 28 febbraio 2020.
La nota
Fernando Liuzzi analizza le tendenze del mercato dell’auto alla luce della cessione di Opel a Psa. Il più grande costruttore Usa, dopo 90 anni, è tornato oltre l’Atlantico. Si innesca così, una nuova puntata del risiko del settore automotive mentre si ripropone per Fca il problema di ulteriori alleanze.
Analisi
Tommaso Nutarelli a partire dal seminario promosso dalla Fp Cgil, “Quale welfare contrattuale vogliamo”, ha fatto il punto sulle opportunità offerte dai nuovi fondi sanitari integrativi e sul rischio di indebolire il servizio sanitario pubblico del paese. Giuliano Cazzola è intervenuto nel dibattito, sollevato dall’articolo di Nutarelli, sostenendo la necessità di una razionalizzazione del sistema. E’ necessario, secondo Cazzola, stabilire quale ambito di intervento e per quali soggetti vadano assicurate le prestazioni garantite dal Ssn, lasciando il resto all’iniziativa privata collettiva ed individuale. Anche Roberto Polillo ci parla di sanità attraverso il libro “Il distretto forte” di Bruno Benigni. Polillo ha ricordato la figura dell’autore e ha analizzato i contenuti del testo dedicato alle cure di prossimità e all’integrazione socio sanitaria.
Interviste
Alessia Pontoriero ha intervistato il segretario della Uil, Antonio Foccillo che esprime le sue preoccupazioni rispetto all’approvazione del Dpcm. Si discute, infatti, del rischio concreto di dover aspettare la Legge di Stabilità del 2018 per avviare le trattative sul rinnovo del contratto del pubblico impiego.
Nunzia Penelope ha chiesto a Giuseppe Berta, storico dell’industria, quale futuro vede per Fca dopo l’accordo Psa-Opel. E la sentenza e’ piuttosto netta: nessuna alleanza possibile, nell’orizzonte del Lingotto ci sara’ piu’ probabilmente uno ‘’spezzatino’’.
Il blog del diario
Roberto di Maulo ha commentato le dichiarazioni di Marchionne al salone dell’auto di Ginevra rispetto al futuro dello stabilimento di Pomigliano.
Alessandro Genovesi fa il punto sui contratti collettivi territoriali nel settore dell’edilizia a partire dal contratto di Firenze.
Il diario della crisi
Il 18 Marzo gli autotrasportatori sciopereranno contro la mancata applicazione da parte del Governo di alcuni temi centrali per la categoria. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dalla sigla che riunisce le federazioni degli autotrasporti, Unatras. Alitalia ha annunciato che interromperà ogni operazione sull’aereoporto di Reggio Clabria cancellando i 56 voli settimanali da e per Roma Fiumicino, Milano Linate e Torino. I lavoratori Tim sciopereranno il prossimo 14 marzo e scenderanno in piazza in due città diverse: Roma e Milano. Nell’industria alimentare, i sindacati dopo l’incontro con l’azienda Eridania, acquisita dal gruppo francese Cristal Union chiedono chiarimenti immediati sul piano industriale. L’azienda ha infatti annunciato di voler mettere in discussione l’applicazione del contratto nazionale di riferimento, proponendo soluzioni ulteriormente peggiorative per i lavoratori del sito di Russi (RV) . Infine, per la quinta volta da novembre 2016 i giudici di pace sciopereranno per il riconoscimento dei diritti nascenti dal rapporto di pubblico impiego per i magistrati precari.
Documentazione
Nella sezione dedicata è possibile visualizzare il testo della piattaforma tessili-chimici con Cna e Confartigianato, il testo della legge n.18 sulla coesione sociale e territoriale del mezzogiorno e il testo del verbale di intesa della Natuzzi. Inoltre, è possibile trovare i dati Istat sul mercato del lavoro del IV trimestre 2016, la nota mensile Istat sull’andamento dell’economia italiana di febbraio, i dati Istat sui prezzi alla produzione dei prodotti industriali di gennaio e l’indicatore demografico Istat del 2016.



























