Stupiscono le proposte avanzate dal Movimento 5 stelle in materia di lavoro. Stupiscono perché il movimento di Beppe Grillo rappresenta una delle forze politiche maggiori, sta correndo da tempo per diventare il primo partito, ambisce alla guida del paese, Luigi Di Maio sta studiando da tempo per essere il prossimo presidente del Consiglio, si presenta in giro come tale. Eppure, le indicazioni programmatiche del movimento in tema di lavoro esprimono una approssimazione e una genericità che lasciano di stucco: degne di un partitino che non vada al di là di un consenso limitato quanto effimero, non certo di un protagonista della vita politica del paese, come è, o forse come vorrebbe essere, il M5S.
Colpa, forse, anche dei consulenti che si sono andati scegliendo i grillini in tema di lavoro. Il più conosciuto è Domenico De Masi, il teorico dell’ozio (che non è proprio il lavoro), poi c’è un non meglio conosciuto Marco Craviolatti, e infine Giorgio Cremaschi, una vita nella Fiom Cgil, adesso finito nell’Usb, uomo di ingegno, intelligente, che peraltro, per le sue idee un po’ sempre troppo azzardate non è mai stato capace di portarsi dietro più di tre persone, tre di numero. Sia chiaro, ciascuno si prende i consulenti che vuole, e dall’esperienza di Virginia Raggi a Roma abbiamo appreso quanto sia difficile per il movimento di Beppe Grillo trovare abili e capaci collaboratori. Ma sarà dura per i Cinque Stelle acquisire consensi sulla base delle indicazioni che hanno dato sul versante del lavoro, argomento che non è poi tanto incidentale per la vita dei cittadini, lavoratori ed elettori.
Le proposte del movimento sono per lo più intrise del desiderio di disintermediazione. Non lo dicono apertamente, ma questa è la realtà. I sindacati sono visti come un “vecchio orpello” di cui chiaramente vorrebbero sbarazzarsi. Gli esponenti del movimento nella Commissione Lavoro della Camera hanno chiarito che una volta al potere “non scioglieranno i sindacati” (bontà loro!), ma certamente li rinnoveranno. Sono per questo arrivati ad affermare che nei luoghi di lavoro il rapporto tra lavoratori e azienda non deve necessariamente passare attraverso i sindacati: meglio un confronto diretto tra impresa e dipendenti, una forma di “one to one” . Come se il lavoratore fosse davvero in grado di porsi da pari a pari con l’impresa, cosa che non accade nemmeno nelle imprese più piccole, dove al più esistono rapporti paternalistici, e dove comunque è sempre il padrone a comandare. Nemmeno i programmi più di destra che siano stati espressi nel paese sono mai arrivati a questa idea.
Ancora, i grillini vogliono anche cambiare la realtà delle rappresentanze in fabbrica. Tuonano contro il fatto che a un sindacato di nuova formazione sia impedito partecipare alle Rsa (rappresentanze sindacali aziendali) senza tener conto che dal 1993, cioe’ ben ventiquattro anni fa, queste Rsa sono state sostituite dalle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie), alle elezioni delle quali chiunque può partecipare. Le loro indicazioni sono generiche, non tengono conto della realtà, delle sperimentazioni effettuate in tanti anni. Sembra, e forse è proprio così, che parlino attraverso slogan vecchi e usurati, orecchiati in giro, ma senza che nessuno di loro abbia mai approfondito davvero la materia, come invece sarebbe proprio il caso che facessero.
E’ così anche per il tema dell’orario di lavoro. Le tesi dei grillini tuonano contro le 40 ore settimanali, vogliono incentivare il part time e i contratti di solidarietà. Senza tener conto del fatto che il muro delle 40 ore è stato abbattuto da tempo, grazie ai contratti firmati dai sindacati, che le sperimentazioni che sono state effettuate negli ultimi trenta o quarant’anni hanno già provato tutte le diversificazioni possibili. E che il sogno delle 35 ore è stato tante volte rincorso anche in Italia, senza mai essere raggiunto, perché è stato provato come non sia questo il modo migliore per procedere. La Francia, che da tempo attuò le 35 ore, ne sta uscendo, per volontà generalizzate, non certo solo delle imprese. Per non parlare dei contratti di solidarietà, vero pane dei sindacati in questi anni di dura crisi che, vertenza dopo vertenza, hanno affrontato con un coraggio e una determinazione di cui va dato loro atto.
La genericità delle proposte del movimento di Grillo emerge ancor piu’ chiaramente quando si parla di partecipazione: qui non entrano infatti nella materia, che pure è vasta e differenziata, ma si limitano ad affermare che “sarà favorito il coinvolgimento dei lavoratori nell’elaborazione delle strategie, nell’organizzazione produttiva e in generali nei processi decisionali delle loro imprese”. Principi lodevoli, certo; il punto però è che non si spiega come questa partecipazione possa realizzarsi, attraverso quali forme, con quali strumenti. Esistono mille diversi tipi di partecipazione, dalla più blanda alla più pesante, ma i grillini si limitano a dire che tutto ciò “va incentivato”. Salvo poi lasciare ancora a Di Maio -che, lo ricordo, vuole fare il presidente del Consiglio- il compito di precisare che questo coinvolgimento può avvenire attraverso i sindacati, ma “anche con sistemi più diretti”. Appunto la disintermediazione.
Potremmo continuare parlando di quelli che vengono indicati dal movimento come “i privilegi della casta”, ovvero il ruolo di Caf e patronati, dei finanziamenti in genere dei sindacati, tutti argomenti importanti, decisivi per i rappresentanti dei lavoratori, trattati pero’ con superficialità e approssimazione davvero indegne di un grande partito. Se Il M5S vuole sul serio guidare il paese, forse dovrebbe uscire dalla genericità di queste accuse ritrite e formulare proposte più precise, sciogliere i nodi nei quali il movimento è ancora avviluppato. Perché in politica la demagogia frutta, lo si è visto, ma alla fine dura ( e vince) chi sa portare avanti tesi forti, magari dure, ma chiare e facendole capire a tutti i possibili elettori. Altrimenti si resta nell’opacità, che pure i grillini affermano essere il vero obiettivo da colpire.
Contrattazione
Questa settimana è stato sottoscritto l’accordo tra sindacati di categoria e il Gruppo Edison che introduce la possibilità di “opzione welfare” come premio di produttività. Inoltre, è stato rinnovato il contratto nazionale dell’industria del tabacco che prevede sotto il profilo retributivo un aumento del salario nell’arco del quadriennio di decorrenza di circa il 6,05%, ovvero 90 euro in tre trance più un una tantum di 100 euro per i quattro mesi di vacanza contrattuale. Nel settore della grande distribuzione sono stati siglati due contratti a salvaguardia dei posti di lavori: uno con il gruppo Carrefour, l’altro con l’Unicoop Tirreno. Inoltre, i sindacati di categoria si sono incontrati con l’azienda Unes Maxi, in un tavolo di natura tecnica per definire il confronto sul tema dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls). Infine, per scongiurare 70 licenziamenti, la Slc Cgil nazionale ha sottoscritto un accordo con Telecity che prevede un contratto di solidarietà elevato alle massime percentuali di legge, la chiusura di sedi e trasferimenti interregionali, opzione part time, licenziamenti solo senza opposizione fino al 31 dicembre.
La nota
Fernando Liuzzi riferisce della conferenza stampa tenuta a Roma dalla SiderAlloys durante la quale l’amministratore delegato del gruppo svizzero, Giuseppe Mannina, ha dichiarato che dopo otto mesi da un eventuale rilevamento dell’Alcoa di Portoversme il sito potrebbe riprendere la produzione. Ancora Liuzzi ha seguito la presentazione dell’iniziativa IdeaDiffusa, organizzata dalla Cgil, che con l’occasione ha costituito la “Consulta Industriale”: una struttura col compito di analizzare i cambiamenti nei processi economici ed elaborare strategie per le politiche industriali
Nunzia Penelope riassume la lunga intervista concessa da Emmanuel Macron al giornale online Mediapart, nella quale il neo presidente francese illustra i punti centrali del suo progetto economico e sociale.
Il blog del diario
Valerio Gironi fa il punto sulle procedure di ripristino della piena funzionalità del Cnel dopo la nomina, da parte del consiglio dei ministri, del nuovo presidente, il giuslavorista Tiziano Treu.
Diario della crisi
Nel settore culturale, i sindacati di categoria Filcams- Cgil, Fisascat-Cisl e Uil Trasporti danno l’allarme rispetto ai posti di lavoro a rischio nei musei di Torino a causa dei quali i lavoratori hanno scioperato con un presidio davanti al museo. A Roma, invece, i sindacati chiedono al sindaco Raggi, un tavolo di confronto per la fondazione Teatro dell’Opera in estrema sofferenza. Nel campo delle telecomunicazione il Gruppo Sky Italia ha inviato una lettera ai sindacati di categoria in cui ha annunciato la volontà di aprire le procedure di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori che non hanno accettato il processo riorganizzativo “volontario”, mentre i sindacati di categoria proclamano lo sciopero nazionale dei dipendenti Rai per il prossimo 1 giugno. Gli edili di Tecnis hanno scioperato con un presidio dei lavoratori al Mise al fine di sostenere un percorso di confronto con i ministeri dello Sviluppo Economico e dei Trasporti e hanno chiesto un incontro urgente per avere garanzie sulla continuità occupazionale dei 500 lavoratori dell’azienda. Ubi banca ha annunciato presentando il piano industriale 1569 esuberi entro il 2020 e la chiusura di 140 filiali. Nell’ambito del trasporto aereo, i lavoratori della Simav hanno annunciato uno sciopero di 8 ore contro l’avvio della procedura di licenziamento di 67 dipendenti. Infine, Il giudice del tribunale di Monza si è espresso sulla vertenza K-Flex dopo il ricorso presentato dai sindacati sulla procedura di licenziamento di 187 lavoratori, proponendo un aumento del budget economico avanzato in precedenza dall’azienda. Intanto, i lavoratori rimangono in presidio dopo 108 giorni di sciopero.
Documentazione
Nella sezione dedicata è possibile trova il resto del centro studi Confindustria sulla produzione industriale di aprile, il testo dell’audizione del direttore dell’Agenia delle entrate Rossella Orlandi, il testo dell’accordo per il rinnovo del contratto del tabacco, il testo della piattaforma contrattuale della dirigenza medica e sanitaria e il testo dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto del settore calzaturiero, la tabella della nuova divisione aree di Unes Maxi e il testo dei verbali degli accordi Edison. Infine, è possibile visualizzare i dati Istat sulla produzione industriale e quelli sulle vendite al dettaglio di marzo 2017.



























