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Newsletter – 19 ottobre 2018

redazione
Ottobre19/ 2018

Il sindacato reagisce. La manovra economica, per quello che se ne sa con precisione, non è piaciuta a Cgil, Cisl e Uil che lunedì approveranno un documento di forte critica alle decisioni del governo. Sono stati convocati i tre esecutivi confederali che assieme volteranno pagina nei loro rapporti con l’esecutivo giallo verde. Non che ci sia mai stata vera entente tra il governo in carica e le forze sindacali. Ma gli atteggiamenti in una prima, non breve, fase sono stati molto cauti. Perché è sempre buona prassi aspettare di vedere cosa un governo nuovo vuole e può fare, e perché i partiti che questo governo sostengono hanno ricevuto il voto di tantissimi lavoratori. Era quindi giusta una cautela non formale.

Ora, evidentemente, le tre confederazioni hanno ritenuto colmo il vaso e hanno deciso di reagire. Se pace sia mai stata, adesso arriva la contrapposizione; svolta come, lo sapremo quando sarà il tempo, ma intanto è chiaro che questo comporterà un atteggiamento diverso verso il governo. Che quest’ultimo poi se ne freghi, come i suoi esponenti di punta amano affermare, questa è un’altra storia, perché è sempre stato evidente che sia la Lega che i 5Stelle non amassero i sindacati, anzi li ritenessero organismi vuoti, come i partiti della seconda repubblica, quindi da rottamare. Il cambiamento delle politiche del sindacato, in ogni caso, qualche effetto lo farà sentire certamente anche ai partiti più riottosi.

In fin dei conti il lavoratore italiano ha dimostrato di poter tenersi in tasca la tessera del sindacato e poi votare anche un partito non amico dei sindacati. Ma il sindacato, i sindacati, sono molto radicati nella società, la loro presa nei confronti dei lavoratori è salda e un cambiamento del loro atteggiamento verso i partiti può avere effetti non trascurabili. Tanto più in una fase politica in cui l’alleanza di governo comincia a vacillare vistosamente e l’ipotesi di un nuovo ricorso alle urne a breve acquista concretezza ogni giorno di più. I partiti al governo sono bravi a dire che la colpa è dei mercati, dei tecnocrati di Bruxelles, di manine o manone, ma alla fine il giudizio è di chi va a votare: e lì, nel famoso segreto della cabina elettorale, può accadere di tutto.

Sindacati dunque sul piede di guerra. Spiace dire che su questo fronte non si attesta anche la Confindustria. Che per vocazione è governativa, da sempre, ma qualcosa deve aver provato leggendo l’impianto di una manovra che non è certo a favore dell’impresa o del lavoro, al contrario, destina poco o nulla alla ripresa e affossa, o rischia di affossare, le speranze di chi credeva davvero che i guai fossero passati e si ritrova invece nelle difficoltà di un’economia che se va bene arranca, altrimenti scivola all’indietro un’altra volta.

Confindustria, però, non risulta si sia sgolata a chiedere un’inversione di tendenza. Vincenzo Boccia, che già era stato attaccato da Carlo Calenda per il suo silenzio verso il governo, ha affermato di credere nella Lega, come a dire che per l’altro partito di governo non aveva lo stesso sentimento. In generale i giudizi sulla manovra non hanno mostrato una Confindustria decisa a contrastare il peggio. E questa è per il paese una grave carenza, perché viene meno così un punto fermo della realtà italiana, uno dei centri di interesse in grado di esprimere giudizi di valore su cosa sta accadendo nel paese.

Se Confindustria sta zitta, c’è chi al contrario alza la voce. Carlo Bonomi, il presidente di Assolombarda, nella sua relazione all’assemblea che ha presentato giovedì ha espresso con chiarezza l’opinione degli imprenditori italiani e ha detto una serie di no in cui gran parte del mondo economico può ritrovarsi. Ha espresso quella voglia di protagonismo che la Confindustria sembra aver dimenticato. Ha fatto sperare che qualcosa possa ancora accadere e che non è scritto che la voce degli industriali, ma verrebbe da dire del buon senso, sia destinata a sparire. Bonomi non è solo il presidente dell’associazione più forte di Confindustria. È stato il capofila della cordata che due anni fa voleva far eleggere Alberto Vacchi alla presidenza della confederazione, in quanto portatore di una strategia opposta a quella espressa da Vincenzo Boccia. Ha in breve i numeri per parlare a nome di tutti gli imprenditori e lo ha fatto con forza e grande capacità. Facendo sperare che in futuro qualcosa possa cambiare.

Se qualcuno avesse dei dubbi sulle titubanze un po’ imbarazzanti di Confindustria e volesse saperne di più non deve far altro che leggere su Il diario del lavoro il lungo saggio che pubblichiamo, firmato da Giuseppe Berta, docente di storia economica in Bocconi e massimo esperto di questioni confindustriali. Berta ha scritto questo articolo, che parla appunto di Confindustria, per l’Annuario del lavoro 2018, il volume che tutti gli anni pubblichiamo per raccontare e commentare quanto occorso in un anno nel campo del lavoro, delle imprese, delle relazioni industriali. Il volume esce a metà dicembre, abbiamo voluto dare questa anticipazione per presentare a tutti l’Annuario, che può essere acquistato rivolgendosi ai nostri uffici.

(Massimo Mascini)

 

Contrattazione

Questa settimana, nel trasporto aereo, è stato siglato tra Ryanair e Fit-Cisl, Anpac e Anpav il contratto per gli assistenti di volo. Il testo prevede un aumento medio salariale del 18% e il passaggio di 224 dipendenti dalle agenzie di reclutamento Crewlink e Workforce alle dirette dipendenze di Ryanair. Sono inoltre riconosciute le tutele sociali, il Tfr, la tredicesima e la possibilità per i lavoratori di iscriversi ai fondi previdenziali di settore. Nel comparto energetico Ugl-Chimici ed Eni hanno sottoscritto un verbale d’incontro per il sostegno alle aziende di Genova. Il testo ha come obiettivo quello di agevolare i lavoratori del gruppo attraverso il ricorso a strumenti per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Nel documento, inoltre, viene dato sostegno a forme di volontariato d’impresa con carattere sociale e solidale.  È stato inoltre siglato un verbale di accordo tra Enel e sindacati di categoria Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Ultec-Uil. L’intesa prevede 500 nuove assunzioni, la stabilizzazione del 50% dei lavoratori in somministrazione e l’impegno da parte dell’azienda di rivedere gli assetti dell’area termoelettrica e idroelettrica, per salvaguardare i livelli occupazionali e riavviare il confronto della contrattazione di secondo livello.

Il dibattito sul congresso Cgil

Continua, e con toni accesi, il dibattito interno alla Cgil in vista del congresso nazionale che si terrà il prossimo gennaio. A dare spunto alle polemiche è l’investitura, da parte della segretaria generale Susanna Camusso, di Maurizio Landini come suo successore. Sul tema era intervenuto la scorsa settimana, in modo critico, Gaetano Sateriale, al quale risponde Claudio Treves, segretario generale del Nidil., contestandone le tesi. A Sateriale replica anche Gianni Rinaldini, presidente della Fondazione Claudio Sabattini ed ex segretario generale della Fiom, a proposito di quel che veramente accadde al congresso della categoria del 1996. Pronta la contro-replica di Sateriale.

Analisi

Pubblichiamo in anteprima l’articolo di Giuseppe Berta, scritto per l’Annuario del Lavoro 2019 in uscita a dicembre, che analizza in profondità la situazione della Confindustria, alla luce dei problemi interni e dei rapporti dell’associazione con il governo giallo verde.

Fernando Liuzzi illustra i contenuti della legge di Bilancio appena varata in Spagna. Frutto di un accordo tra il Psoe e Podemos, la manovra del governo Sanchez è riuscita a unire la sinistra, ribaltando le scelte politiche dei governi guidati dal Partito popolare. Non a caso, ha ottenuto una valutazione positiva anche da parte dei sindacati Comisiones Obreras e Ugt. Le differenze con l’Italia sono, purtroppo, evidenti.

La nota

Nunzia Penelope riferisce sulla relazione del presidente Carlo Bonomi all’Assemblea annuale di Assolombarda: una presa di posizione durissima nei confronti dell’esecutivo, di cui Bonomi contesta una per una le scelte economiche, invitando nel contempo “tutte le forze protagoniste della vita pubblica italiana “a un’assunzione di responsabilità per il bene del paese. Ancora Nunzia Penelope riassume le varie puntate dello psicodramma fiscale che ha visto schierate su barricate opposte la Lega e i 5Stelle, a causa del decreto sul condono approvato lunedì dal consiglio dei ministri.


Interviste

Prosegue la serie di interviste sullo stato delle relazioni industriali. Il direttore de Il Diario del lavoro Massimo Mascini ha sentito Silvia Marinari, responsabile delle relazioni industriali di Terna, che spiega come un continuo e costante confronto con il sindacato sia la chiave per quella “via alta” delle relazioni industriali, foriera di ottimi risultati per impresa e lavoratori.


I blog del diario

Alessandro Genovesi fa il punto su tutta una serie di episodi – dall’arresto del sindaco di Riace Mimmo Lucano, alle continue provocazioni con l’Ue, fino ad una manovra basata sul rovesciamento della progressività fiscale, a danno di lavoratori e pensionati – per sottolineare come la Cgil, e tutto il sindacato, debba abbandonare la logica del “giudicheremo provvedimento per provvedimento”, per riscoprire una nuova funzione del sindacato confederale, sociale e educativa.

Il guardiano del faro

Marco Cianca ci offre uno spaccato della realtà quotidiana, nella quale miseria, disprezzo e paura si intrecciano.

Diario della crisi

Il segretario della Fiom di Torino, Federico Bellono, lancia l’allarme sulla condizione sugli stabilimenti Fca di Mirafiori e Grugliasco. Nel primo, infatti, non è più possibile usufruire degli ammortizzatori sociali, mentre nel secondo l’uso dei contratti di solidarietà è arrivato ai limiti di legge. I sindacati di categoria Fp-Cgil, Cisl-Fit e Fiadel hanno annunciato lo sciopero di tutto il personale di Ama. Infatti, spiegano i sindacati, non è presente ancora nessun bilancio e la giunta capitolina continua a non mantenere nessuno degli impegni presi con gli accordi.

Documentazione

Questa settimana è possibile consultare i dati dell’Istat sui prezzi al consumo, quelli su fatturato e ordinativi nell’industria e le cifre sulla produzione nel settore delle costruzioni. È inoltre presente il testo della Manovra 2019 e il Documento Programmatico di Bilancio 2019.  Nella sezione, anche il contestato Decreto fiscale approvato dal consiglio dei ministri di lunedì, e causa del duro scontro tra Lega e Cinque stelle, e la lettera della Commissione Ue al governo italiano sulla manovra. Si può inoltre visualizzare la sintesi del Rapporto povertà 2018 della Caritas e l’infografica sempre del Rapporto. Infine sono presenti i due verbali di accordo sottoscritti da Enel e i sindacati di categoria, la relazione del presidente di Assolombarda Carlo Bonomi all’Assemblea generale e il Bollettino Economico n.4 del 2018 di Bankitalia.  

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