Come avevamo anticipato la scorsa settimana, la speranza è l’ultima a morire: e dunque non sono perdute le speranze che si possa realizzare l’accordo tra Confindustria e sindacati sulla riforma dei contratti e le relazioni industriali. Nei prossimi giorni si terrà finalmente l’atteso vertice tra i leader di Cgil, Cisl e Uil e il presidente degli industriali Vincenzo Boccia, con l’obiettivo di concludere in un modo o nell’altro: firmare, o archiviare. Il pallino, stavolta, è in mano a Susanna Camusso, che dovrà valutare attentamente il da farsi, anche alla luce delle tensioni interne alla Cgil. Il fronte che si oppone all’intesa con Confindustria nelle ultime settimane si è un po’ ridimensionato, ammorbidito dalle correzioni sopraggiunte al testo; a questo punto mancherebbe veramente poco, ancora qualche piccola modifica e il gioco sarebbe fatto.
La leader della Cgil crede nell’utilità dell’accordo, ma e’ giustamente prudente. Una cautela spiegabile anche con le dinamiche interne della confederazione: ci si avvia al congresso, che si vuole unitario, anche perché coinciderà con la successione a Camusso e con la scelta del nuovo segretario generale, capitolo sul quale, peraltro, non c’e al momento alcuna indicazione. E’ indispensabile una Cgil compattissima, e qualunque elemento che metta a rischio questa unità e’ assolutamente fuori discussione. D’altra parte, la Cgil non può nemmeno tirare la corda più di tanto: Confindustria vuole l’intesa, anche Cisl e Uil premono perché si faccia (numerosi gli appelli a questo proposito lanciati recentemente da Anna Maria Furlan), ma non a qualunque prezzo. E non è praticabile, però, nemmeno un accordo separato. Insomma: tutti insieme o niente.
Non è da sottovalutare, poi, il significato politico di un accordo tra le parti sociali che cadrebbe giusto alla vigilia del voto del 4 marzo: in una campagna elettorale ormai fuori controllo, con le forze politiche scatenate all’inseguimento di chimere, con i toni del dibattito che s’inaspriscono di giorno in giorno, con le inaudite tensioni di piazza tra movimenti antifascisti e movimenti di destra ( fenomeni vintage che si ritenevano archiviati con gli anni Settanta, e invece no: tanto che domani l’Italia antifascista scenderà in piazza a Roma per ribadire il concetto), con esponenti di spicco dell’Unione Europea come Jean Claude Junker che paventano il rischio di un’Italia ingovernabile (dichiarazione poi corretta, ma tant’e’: i mercati e lo spread l’hanno comunque registrata), con le crisi industriali che malgrado l’andamento più che positivo dell’economia (lo dimostrano i dati Istat di questa settimana) continuano a lasciare sul campo esuberi e licenziamenti, vedi il caso Embraco, in questo quadro, dicevamo, un accordo che ridefinisca i rapporti tra capitale e lavoro avrebbe forse, in prima battuta, ben poca visibilità mediatica (come peraltro non l’ha mai avuta la trattativa in corso da mesi) ma avrebbe sicuramente una fondamentale funzione stabilizzante nel futuro, nella fase post voto che si preannuncia confusa assai, anche dal punto di vista dell’economia.
Non va dimenticato, infatti, che se con la pre-intesa raggiunta oggi con l’Aran sulla sanità si è praticamente conclusa la grande stagione dei rinnovi contrattuali pubblici (miracoli della campagna elettorale, certo, ma anche della tenuta unitaria delle organizzazioni sindacali, mai compatte come in questi ultimi mesi), e’ già prossima a riaprirsi quella per i rinnovi privati. E qui verrebbe molto utile una “guida” che consenta di dare una linea omogenea al tutto.
E’ anche il caso di ricordare che se il 2018 si prospetta come un anno positivo, dal 2019 la musica dello spartito economico potrebbe cambiare nuovamente. Non solo per i nostri problemi interni, ma anche per il quadro internazionale ed europeo; in primo luogo per l’avvicendamento alla Bce, dove dopo Mario Draghi potrebbe arrivare il falco della Bundesbank Jens Weidmann; il quale, si da’ per scontato, ribalterà la politica espansiva inaugurata nel 2012 dal suo precedessore. Dunque, è quanto mai necessario mettere oggi in cascina tutto il possibile, finche si può, e cercare di consolidare la bella ripresa in corso: puntando sia sulla crescita della produttività che, in parallelo, dei salari fin qui troppo compressi. Purtroppo, progetti e prospettive di ampio respiro all’orizzonte non se ne vedono e difficilmente, salvo incredibili botte di fortuna, se ne vedranno dopo il 4 marzo. Non resta che puntare sulla sensatezza e concretezza delle parti sociali. Almeno loro un segnale dovrebbero darlo. Non a caso, nella recente classifica sulle istituzioni che riscuotono o meno la fiducia degli italiani, la Cgil in particolare, ma anche le altre organizzazioni sindacali e perfino quelle di impresa, sono le uniche a segnare un avanzamento positivo. E qualcosa vorrà dire.
Contrattazione
Con il pre -accordo raggiunto oggi all’Aran si e’ praticamente conclusa la tornata dei contratti pubblici. Una intesa, quella della sanita’, che arriva dopo ben dieci anni. L’aumento previsto e’ di circa 85 euro medie. Questa settimana nel turismo è stato siglato tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e la catena alberghiera Starhotels il contratto integrativo aziendale scaduto il 31 dicembre 2013 che riguarda quasi 2.000 dipendenti. L’accordo prevede il mantenimento del diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo per i lavoratori coinvolti in procedure di esternalizzazione e la tutela occupazionale per chi opera in appalto e l’applica contratto nazionale dell’industria del turismo per tutti i neo assunti. Nella pubblica amministrazione è stato siglato l’accordo per il rinnovo del contratto delle funzionali locali. Per i 467mila lavoratori di regioni, province, comuni e agenzie regionali il rinnovo comporterà un aumento di 85 euro mensili, un incremento delle risorse destinate alla contrattazione e una rivalutazione del sistema indennitario. Nelle infrastrutture Anas assieme a Fillea, Filca e Feneal hanno sottoscritto un protocollo per gli appalti superiori ai 50 milioni di euro. Nel documento le parti si impegnano al rafforzamento delle relazioni industriali, e la promozione di sicurezza, formazione e lotta alla criminalità nei grandi appalti.
La nota
Tommaso Nutarelli ha seguito la sottoscrizione tra Anas e Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil del protocollo sui grandi appalti, che si è tenuta alla presenza del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio
Analisi
Nunzia Penelope anticipa i contenuti dell’ultimo libro di Gianfranco Viesti, “La laurea negata”, edito da Laterza. L’economista analizza le politiche che negli ultimi anni hanno avuto un impatto fortemente negativo sull’istruzione universitaria pubblica, riducendone le dimensioni e l’impatto.
Interviste
Fernando Liuzzi ha intervistato la ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli. Nella prima parte dell’intervista, la Ministra parla di una nuova esperienza introdotta con la legge 107 del 2015, la riforma della Buona scuola, l’alternanza scuola-lavoro. Nella seconda parte la titolare del dicastero di viale Trastevere si concentra, invece, su come si è sviluppato questo nuovo strumento, soffermandosi sugli Stati Generali dell’Alternanza e l’istituzione dell’Osservatorio.
Alessia Pontoriero ha seguito la protesta delle maestre al Miur. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, circa 55.000 lavoratrici della scuola primaria con il diploma magistrale saranno inserite nella seconda fascia come precarie, poiché hanno perso il diritto al concorso in quanto prive della laurea.
I blog del Diario
Roberto Polillo analizza le proposte contenuti nei programmi elettorali di Pd, Liberi e Uguali e Civica Popolare sul tema della sanità. Solo questi tre partiti hanno avanzato idee più articolate sul tema rispetto ai loro competitors.
Il guardiano del faro
Marco Cianca affronta il tema dell’intolleranza, prendendo in prestito un fumetto di Pippo e i versi di Bertolt Brecht : “Prima vennero a prendere gli zingari, e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Poi vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
Diario della crisi
Questa settimana, i sindacati dei trasporti della regione Puglia hanno indetto uno sciopero contro la mancanza di novità sulle procedure di licenziamento collettivo per gli 84 lavoratori delle Autolinee Marozzi. A Roma, i lavoratori impiegati negli appalti del Comune e gli addetti della Roma Multiservizi sciopereranno a oltranza fino a quando la giunta capitolina e la sindaca Raggi dimostreranno di saper gestire la vertenza. A Torino, invece, presso l’Unioncamere i sindacati si alzano dal tavolo della contrattazione con Embraco per protestare contro la proposta di applicare un contratto di lavoro part-time a tutti i dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri per 6/7 mesi. Nel settore gomma-plastica, le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno deciso di proseguire la mobilitazione “contro l’atteggiamento irrispettoso ed oltranzista” della federazione Gomma Plastica sul diniego al confronto sull’articolo 70 relativo agli scostamenti inflativi del vigente contratto. Ad aprile saranno proclamate altre otto ore di sciopero mentre prosegue il blocco degli straordinari. Infine Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil denunciano la scelta del gruppo Tim di chiedere alle società che svolgono servizi in appalto uno “sconto” sui prezzi avente come obiettivo un “taglio lineare” complessivo dei costi tra il 10% ed il 20%. I servizi in questione riguardano l’ambito della rete, del custode care e di facility.
Documentazione
Nella sezione dedicata è possibile trovare il rapporto dell’Istat sulla conoscenza del 2018, i dati sui prezzi al consumo di gennaio, i dati su fatturato e ordinativi dell’industria di dicembre e i dati sulla produzione nelle costruzioni e i costi di costruzione di dicembre. Inoltre, è possibile visualizzare il manifesto delle associazioni promotrici della manifestazione “Mai più fascismi, mai più razzismi”, le proposte di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp sulla non autosufficienza, la congiuntura flash di Confindustria di febbraio, il testo dell’avviso comune e il documento tecnico dell’istituzione del fondo di solidarietà bilaterale T.R.I.S., la tabella dei minimi salariali per il settore Legno Arredo, il testo dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto funzioni locali e la relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile.



























