Nell’inchiesta sull’olio extravergine della procura di Torino spunta, tra le ipotesi di reato, anche quella di vendita di prodotti industriali con segni mendaci atti ad indurre in inganno il compratore, oltre all’ipotesi iniziale di frode in commercio.
Per questo il pm Raffaele Guariniello, titolare dell’inchiesta, in pieno accordo col Procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro, ha disposto il trasferimento dell’inchiesta a Firenze, Genova, Spoleto e Velletri.
“La maggiore gravità di tale reato determina la competenza” di queste quattro procure della Repubblca “indicate in quanto i luoghi di produzione degli oli oggetto delle indagini si trovano nei loro rispettivi circondari (4 in quello di Firenze e uno per ciascuno negli altri tre circondari)” è stato precisato in una nota diramata dal procuratore capo di Torino, Spataro.




























