La Commissione europea terrà conto dei costi aggiuntivi nel bilancio dei paesi membri dovuti ad un eventuale guerra in Iraq, ferma restando la regola della soglia invalicabile del tre per cento nel rapporto deficit-pil.
Lo ha riferito oggi il portavoce del commissario Ue per gli affari economici e monetari Pedro Solbes rispondendo alle domande dei giornalisti nel consueto briefing.
Il portavoce ha inoltre precisato che nel caso di un eventuale conflitto, che rientra nelle “circostanze eccezionali” previste dai trattati Ue, saranno presi in considerazione non solo i costi “diretti” di una partecipazione alla guerra da parte di un governo europeo, ma anche quelli “indiretti”, quali ad esempio quelli legati a “misure di sicurezza addizionali”. In ogni caso, ha precisato, i costi saranno valutati “ex-post” come è avvenuto per quelle sostenute dalla Germania per le alluvioni dello scorso anno che furono prese in considerazione dopo l’avvio delle procedure previste dai trattati per deficit superiori al 3%.
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