Da quanto rileva un’analisi della Cgil, l’ipotesi avanzata dalla Lega di utilizzare il Tfr per consentire l’uscita anticipata a 64 anni con il ricalcolo contributivo per i lavoratori del sistema misto è sbagliata; non rende più flessibile il sistema previdenziale; scarica sui lavoratori il costo dell’anticipo, perché in alcuni casi sarebbe necessario utilizzare il proprio Tfr per raggiungere la soglia richiesta; l’assegno pensionistico sarebbe più basso per tutta la vita. E
Con 40 anni di contribuzione e una retribuzione annua di 35mila euro, sottolinea corso d’Italia, la pensione calcolata con il sistema misto sarebbe di 1.726,15 euro mensili. Ma con il ricalcolo contributivo scenderebbe a 1.543,38 euro, quindi 182,77 euro in meno ogni mese pari a una riduzione del 10,6%. Con una retribuzione di 50mila euro la perdita salirebbe invece a circa 261 euro al mese, con 70mila euro a oltre 365 euro mensili.
Il taglio dell’assegno non sarebbe temporaneo. Secondo la Cgil, in considerazione della speranza di vita media residua a 64 anni, la perdita cumulata sarebbe di circa 52.500 euro per retribuzioni da 35mila euro; 75mila euro per retribuzioni da 50mila; 105mila euro per retribuzioni di 70mila. Per le donne, in virtù della maggiore speranza di vita, la perdita cumulata sarebbe maggiore.



























