Un sole splendente ha accolto questa mattina i pendolari che in molte città austriache sono dovuti andare al lavoro in bicicletta, motorino o a piedi a causa dello sciopero nazionale dei trasporti pubblici e di altri settori della vita economica.
L’Austria cerca di convivere oggi con le conseguenze della nuova ondata di scioperi settoriali nel pubblico e nel privato, indetti dalla Confederazione sindacale austriaca (Oegb) per protestare contro il progetto di riforma del sistema pensionistico inviato al Parlamento dal governo di centrodestra del cancelliere Wolfgang Schuessel.
In alcune città, come Villach al confine con l’Italia, i mezzi pubblici hanno circolato quasi regolarmente, in altre – come Vienna, Salisburgo o Graz – sono rimasti invece nei depositi.
Voli in partenza cancellati anche all’aeroporto di Schwechat, a Vienna, dove per i passeggeri in arrivo sono stati allestiti autobus gratis della società aeroportuale, per il trasporto in città.
In tutto hanno incrociato le braccia oggi un milione di austriaci, su una popolazione di circa otto milioni di persone.
In sciopero le ferrovie, il trasporto pubblico, le poste, molti musei, la raccolta delle immondizie nelle grandi città del paese alpino, mentre anche polizia (saranno garantiti solo i servizi d’urgenza), gendarmeria e doganieri hanno espresso la loro solidarietà.
L’Oegb, che conta 1,4 milioni di iscritti su circa 4 milioni di lavoratori dipendenti in Austria, con i tre scioperi finora organizzati in un paese da 50 anni dedito alla pace sociale, ha per ora ottenuto il rinvio della votazione sul progetto di pensioni del governo, che avrebbe dovuto essere approvato domani 4 giugno dalla Camera dei deputati di Vienna per entrare in vigore dall’1 gennaio 2004.
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