Per colpa di un errore informatico, fino a dieci milioni di lavoratori britannici si trovano a dover far fronte ad un ‘buco’ nelle loro pensioni statali minime. È quanto scrive oggi il Daily Telegraph, precisando che per 5 anni la Inland Reveue (il Fisco britannico) non ha inviato lettere di sollecitazione a quei lavoratori che non versavano contributi sufficienti a garantirsi la pensione.
Cioè vuol dire, sottolinea il quotidiano, che nei prossimi 15 mesi verrà notificato a un terzo dei lavoratori, la maggior parte a basso reddito, che dovranno pagare fino a 1.500 sterline (circa 2.250 euro) per salvaguardare il loro diritto a ricevere una pensione di 77,45 sterline a settimana.
Secondo il Telegraph l’errore, oltre ad aver mandato su tutte le furie il Tesoro – soprattutto perchè è emerso dopo ben 5 anni – è fonte di enorme imbarazzo per il Governo guidato dal premier Tony Blair, che sta lottando per riportare fiducia nel settore delle pensioni, colpito dalla crisi delle borse.
«È assurdo che il Fisco debba inviare 10 milioni di lettere – ha commentato Steve Webb, portavoce liberaldemocratico per le pensioni – a causa di un errore dei computer. Oltre un terzo della forza lavoro riceverà improvvisamente un avviso di pagamento fino a 1.500 sterline e per molte famiglie a basso reddito sarà un brutto shock».
Ogni anno parecchi milioni di persone non raggiungono il livello minimo di contributi per poter ricevere la pensione, a causa di una serie di ragioni tra cui malattia o disoccupazione.
Il Fisco invia quindi notifiche, per cui i lavoratori possono pagare e non perdere così un anno di pensione.
Ma l’introduzione di un nuovo sistema informatico ha provocato il caos negli uffici del Fisco britannico e così, per 5 anni, dal 1997 al 2001, nessuna notifica è stata inviata.
A causa dell’errore, la scadenza per versare i contributi volontari per le pensioni è stata posticipata di 5 anni, fino al 2008.
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