All’indomani dell’annuncio da parte del governo Schroeder delle misure di tagli e risparmi nel settore pensionistico, aspre critiche sono giunte dai sindacati e dalle opposizioni conservatrici, che accusano la maggioranza rossoverde di voler far pagare ai pensionati una situazione di emergenza finanziaria riconducibile ad errori di politica economica.
Le cosidette Associazioni sociali, organizzazioni a difesa degli interessi dei lavoratori delle varie categorie sociali in Germania, hanno protestato duramente non escludendo un ricorso alla Corte costituzionale.
Il governo, per far fronte al grave deficit delle casse pensioni (l’anno prossimo dovrebbe raggiungere i 10 miliardi di Euro) ha deciso tra l’altro di congelare gli aumenti pensionistici previsti per il 2004 e di raddoppiare la quota di contribuzione che i pensionati devono pagare per l’assicurazione sociale.
Walter Hirrlinger, del direttivo delle Associazioni sociali, ha indirettamente invitato i pensionati a punire i due partiti di governo – Spd e Verdi – al prossimo appuntamento elettorale.
“Io posso solo consigliare ai 20 milioni di pensionati di fare bene attenzione alle loro schede elettorali”, ha detto al giornale Financial Times Deutschland. A suo avviso, su una pensione media di 1.000 Euro, il taglio sarà di almeno 20 Euro.
Critiche sono venute anche dai leader sindacali, a cominciare da Michael Sommer – presidente della Confederazione sindacale DGB – e Frank Bsirske, capo del sindacato di servizi Ver.di.
Attacchi al governo Schroeder per i provvedimenti di austerità sulle pensioni sono venuti anche dalle opposizioni.
Per la leader della Cdu Angela Merkel, il buco delle casse pensioni è da ricollegare esclusivamente alle mancanze del governo rossoverde. “A una tale situazione non si sarebbe mai arrivati con un governo a guida Cdu-Csu”, ha detto la Merkel, che ha annunciato il no dei Laender a guida Cdu in sede di votazione al Bundesrat, la Camera alta dove l’opposizione ha la maggioranza.
Commenti positivi invece da parte di rappresentanti della maggioranza di governo, che sottolineano la ineluttabilità delle decisioni adottate ieri. Il ministro della sanità e affari sociali Ulla Schmidt (Spd) ha respinto fra l’altro l’accusa dell’opposizione secondo cui si tratterebbe della prima decurtazione delle pensioni nella storia della Germania postbellica. Già nel 1995 infatti, ha osservato – quando al governo c’era Helmut Kohl – le pensioni erano state ridotte dello 0,5%. A favore dei provvedimenti sulle pensioni si sono detti anche il capogruppo Spd al Bundestag Franz Muentefering e la leader dei Verdi Angelika Beer.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























