Si apprende da ambienti aziendali che la Volkswagen starebbe progettando un aumento dell’orario di lavoro senza offrire contropartite economiche ai dipendenti, una misura che causerebbe la perdita di 20.000 posti di lavoro. Il responsabile dei marchi automobilistici del gruppo, che ha elaborato il piano, lo presenterà mercoledì prossimo al consiglio di sorveglianza dell’azienda. L’orario di lavoro passerebbe a 35 ore settimanali dalle 28,8 attuali ma non verrebbe corrisposto ai lavoratori alcun adeguamento salariale. Il provvedimento comporterebbe il taglio di circa un quinto del personale degli impianti tedeschi, realizzato attraverso prepensionamenti e buonuscita ma senza ricorrere al licenziamento. Come contropartita ai sindacati, l’azienda offrirebbe la garanzia della stabilità dei posti di lavoro oltre il 2011, termine di scadenza dell’attuale contratto dei dipendenti che esclude i licenziamenti. La IG Metall otterrebbe inoltre la chiusura dell’impianto di Bruxelles, che impegna 5.000 addetti, con il relativo trasferimento in Germania della produzione della Golf. Il piano troverebbe l’appoggio del governatore della Bassa Sassonia, azionista di maggioranza della Volkswagen, del presidente del consiglio di sorveglianza e del presidente della Porsche.
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