Il Fondo monetario internazionale prevede una crescita dell’economia italiana pari all’1,3% nel 2003, lo stesso valore dell’area Euro. Lo hanno riferito fonti del G7 riferendosi alla revisione delle previsioni effettuata dall’organismo di Washington.
Il Fmi ha inoltre rivisto al ribasso le stime di crescita dei paesi ad economia avanzata. Per il 2003 è stimato un pil in aumento del 2% dal 2,5% previsto a settembre scorso. Per l’anno successivo l’organizzazione internazionale si attende un’espansione del 3,1% dal 3,5% delle ultime stime. I dati sui paesi Ocse, è stato spiegato da fonti del G7 a cui vengono presentati nella due giorni di riunione a Parigi, tengono conto dell’incertezza e delle attuali condizioni dell’economia a prescindere dall’eventuale conflitto in Iraq.
Il Fondo, è stato spiegato, prevede inoltre per l’economia globale una crescita del 3,3% nel 2003 contro il 3,7% stimato a settembre 2002. Nel 2004 complessivamente l’economia dovrebbe crescere del 4,2% rispetto alle precedenti previsioni che la davano in aumento del 4,6%.
Nella riunione del G7 finanziario i temi di discussione relativi al Fmi saranno affrontati nella giornata di sabato in alcune delle sessioni e dei temi trattati dai big dell’economia mondiale.
Secondo quanto si è appreso dopo l’accordo tra l’organismo di Washington e l’Argentina sono state registrate prime reazioni positive sul fronte del risanamento. Lo sviluppo nel paese sudamericano sta riprendendo a crescere, è stato detto, seppure lentamente e la campagna elettorale non ha puntato l’indice contro la politica del Fondo in Argentina. Anche i segnali che arrivano dal Brasile, è stato sottolineato, danno segnali incoraggianti che si estendono a tutta l’area.
Anche il tema della riforma dei meccanismi di risoluzione delle crisi internazionali sarà oggetto di discussione dai G7 anche perchè attualmente, è stato messo in evidenza, ad una accelerazione del verificarsi delle crisi internazionali sono a disposizione fondi necessariamente più limitati. Per questo, secondo alcune ipotesi di riforma che vengono avanzate, si tenta di mettere un freno alla concessione di finanziamenti nella stessa area di rischio cercando di coinvolgere il settore privato quando un paese va in crisi. Anche in questo caso la soluzione in ambito internazionale non è semplice da trovare, sottolineano gli ambienti del G7, ma sono stati compiuti dei progressi.
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