Sono le esportazioni e la produzione industriale a trainare le economie dei Paesi candidati all’ Ue, che secondo le previsioni pubblicate oggi dalla Commissione europea stanno ‘viaggiando’ in direzione dell’ Unione a un buon ritmo di crescita: il 3,1% quest’anno, il 3,8% nel 2004 e il 4,2% nel 2005.
Il Rapporto di autunno di Bruxelles sottolinea come la Polonia – di gran lunga l’ economia di maggior peso del gruppo – “si sta a poco a poco recuperando da due anni di crescita rallentata” e dovrebbe chiudere il 2003 con un’ espansione pari al 3,3%, per poi rafforzarsi ulteriormente l’ anno prossimo (4,2%) e nel 2005 (4,8%).
Grazie soprattutto agli investimenti, è però la Lituania il Paese a correre di più fra i dieci dell’ allargamento, visto che la nazione baltica dovrebbe chiudere l’ anno con una crescita del Pil del 6,6%. Fanalino di coda è invece Malta (0,8%), che ha risentito del calo del turismo.
Le note dolenti dei Paesi che entreranno nell’ Ue il primo maggio sono soprattutto i prezzi, la disoccupazione, il commercio e il disavanzo pubblico.
Nel 2003, l’ inflazione media sarà vicina ai livelli di Eurolandia, “ma – avverte il Rapporto – dovrebbe aumentare al 3,5% nel 2004 e al 3,1% nel 2005”, tendenza dovuta in parte “alla liberalizzazione dei prezzi calmierati e all’ aumento delle imposte indirette”.
Le pressioni provocate dagli aumenti salariali saranno consistenti, anche se – precisa Bruxelles – “risulteranno compensate dall’ incremento della produttività”.
Resta d’ altra parte molto basso il tasso medio di creazione dell’ occupazione (0,6% nel 2004 e 1,1% nel 2005): ne consegue che per esempio “nel 2005 il tasso di disoccupazione sarà pari al 15%”.
In merito alle partite correnti, le previsioni indicano in particolare “il gravissimo disavanzo” di due Paesi (Estonia e Slovacchia), oltre ad “un disavanzo in lieve crescita in Polonia e Lettonia”. Per il 2003 il deficit/Pil dei Paesi dell’ allargamento è infine valutato al 5%, mentre al di sopra della soglia del 3% dovrebbero trovarsi Polonia e altri Paesi (Cipro, Rep.Ceca, Ungheria, Malta). È comunque sempre la Polonia – conclude Bruxelles – a essere l’ unico dei dieci Paesi in cui è previsto “un ulteriore peggioramento del disavanzo, dal 4,3% nel 2003 al 5,9% nel 2004”.
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