A poche ore dalla firma da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, della nomina di Tommaso Foti a nuovo Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, che prende il posto del dimissionario Raffaele Fitto in volo verso il Parlamento europeo, la Cgil invoca che il nuovo corso sia inaugurato da “un segnale di netta discontinuità” con la convocazione delle forze sociali nella Cabina di Regia Pnrr.
Così in una nota il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari: “Il sito istituzionale del Governo ha informato che, nei giorni scorsi, si è svolta a Palazzo Chigi la riunione della cabina di regia Pnrr dedicata alla verifica dello stato di attuazione del Piano e del grado di avanzamento degli obiettivi della settima rata. Anche questa volta – aggiunge Ferrari – pur essendo previsto dalla legge, non sono state convocate le parti sociali, che non sono coinvolte ormai da un anno. Si sta, di fatto, svuotando il ruolo della cabina di regia”.
Per il segretario confederale “centralizzazione delle decisioni e indisponibilità al confronto non possono però nascondere la realtà: se andrà bene, nel 2024 l`Italia riuscirà a spendere 22 miliardi di euro delle risorse Pnrr, per un totale complessivo di circa 64 miliardi. I restanti 130 miliardi dovrebbero essere spesi tutti entro il 2026, una missione praticamente impossibile, su cui peraltro si fondano le previsioni di crescita del Pil contenute nei documenti di programmazione economica”.
Oltretutto, aggiunge, “molte riforme previste dal Pnrr, pur formalmente varate, risultano sostanzialmente inattuate, o comunque condizionate dalle politiche di austerità e di riduzione degli investimenti pubblici portate avanti dall`esecutivo. È necessario dare risposte su temi cruciali come: salute e sicurezza, appalti, contrattazione e salari, creazione di lavoro di qualità, soprattutto per giovani e donne; politiche industriali e un nuovo modello di sviluppo che sia ambientalmente e socialmente sostenibile”.



























