“Maggiore è l`incapacità di gestire e maggiore sarà l`arroganza, una formula empirica che forse può spiegare certi modelli di comportamento del management Alitalia”. I sindacati dei piloti e degli assistenti di volo della compagnia, Anpac, Anpav e Usb, confermano lo sciopero di quattro ore del 5 luglio, dalle 11 alle 15, rispondendo così indirettamente all’appello dell’ad di Alitalia, Cramer Ball.
“Alitalia perde soldi, tanti, nonostante anni ed anni di continui sacrifici di chi ci lavora, migliaia di posti di lavoro bruciati e costi enormi di cui si è fatta carico la collettività, i concorrenti nel mentre fanno utili – proseguono -. Invece di ascoltare un`utile autocritica, rispetto alle tante scelte sbagliate che hanno messo piombo nelle ali alla nostra Compagnia Aerea, ora sentiamo il pistolotto su di uno sciopero ‘per difendere i privilegi di una parte di dipendenti’. Probabilmente avere un contratto di lavoro, un trattamento sanitario e magari arrivare ad una pensione per certe culture sono considerate privilegi. Questi privilegiati sarebbero il personale navigante, piloti ed assistenti di volo, che considerare irrilevanti in una compagnia di trasporto aereo è tesi un pò ardita”.
“Piloti ed assistenti di volo che in beata solitudine si sono tolti dalle tasche a fine 2014 oltre 30 milioni di euro per finanziare il Piano Industriale (ancora oggi in gran parte inattuato) e permettere la partenza dell`attuale Alitalia/Etihad e che ogni giorno trasportano sugli aerei della Compagnia in perfetta sicurezza e con grandissima professionalità e cortesia gli ospiti che ancora scelgono Alitalia – aggiungono i sindacati -. Le responsabilità di uno sciopero non possono mai essere solo di una parte, l`Alitalia di oggi nelle relazioni industriali e nella gestione del personale navigante è sicuramente sorda, tanto bene non ci vede e ci asteniamo dal commentarne le capacità espressive”.




























