Il giorno dopo essersi scoperta in recessione per la seconda volta nel giro di due anni, la Germania si è svegliata più divisa e lacerata di prima, con il sindacato spaccato sulle proposte di riforma del cancelliere Schroeder e una parte consistente del partito socialdemocratico (Spd) decisa ad apportare modifiche sostanziali all’agenda riformista del governo. L’opposizione, invece, è ancora indecisa se accettare l’appello alla collaborazione giunto dal Ministro delle Finanze Hans Eichel per cercare di varare le riforme strutturali e il taglio delle sovvenzioni ormai indispensabili a riportare in carreggiata la congiuntura.
Sul fronte economico, poi, mentre il governo continua a ribadire la validità delle sue stime sull’incremento del pil nel 2003 (+0,75%), i principali istituti di ricerca del paese si sono affrettati a ridurre le previsioni di crescita economica per quest’anno, giungendo ad affermare quasi all’unisono che ormai non si può escludere neppure una contrazione del prodotto interno lordo a livello annuale. L’economia tedesca, che ha chiuso il 2002 in crescita di uno scarno +0,2%, tornerebbe così, per la prima volta dal 1993, a registrare un andamento congiunturale negativo. Nei sondaggi, intanto, la Spd e il cancelliere Schroeder continuano a perdere terreno a favore dei leader dell’opposizione cristianodemocratica Angela Merkel e Edmund Stoiber.
Il fronte sindacale si era espresso finora in maniera abbastanza omogenea contro le proposte di Schroeder che prevedono una serie di tagli al sistema sociale e di previdenza, tra cui una riduzione della durata degli assegni disoccupazione, una cumulazione dei sussidi di disoccupazione e di quelli sociali, una riduzione delle prestazioni sanitarie e un alleggerimento delle tutele dei lavoratori contro il licenziamento (articolo 18) per le aziende di piccole dimensioni. In proposito, nei giorni scorsi la centrale dei sindacati tedeschi Dgb aveva presentato anche un piano alternativo a quello del governo e incentrato su investimenti per 15 miliardi di euro, da finanziare in gran parte con il ricorso a un più elevato indebitamento dello Stato.
Oggi, però, tre organizzazioni sindacali (su otto) appartenenti alla Dgb, che raggruppano circa un milione su quasi otto milioni di iscritti, hanno deciso di tendere una mano al governo varando la nuova iniziativa “Sì alle riforme”, con cui intendono appoggiare la sua linea riformista di Schroeder pur sottolineando che alcune proposte del cancelliere andrebbero soggette comunque a qualche limatura. “Vogliamo tutto il dialogo possibile e la minore protesta possibile”, ha sottolineato uno dei leader sindacali nel presentare la decisione che spacca ufficialmente il sindacato tedesco.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























