Sarà difficile che il Prodotto Interno Lordo (Pil) dell’Unione Europea cresca intorno all’1% durante l’anno 2003 come indicato dalle previsioni della Comissione. Lo ha detto oggi il commissario Pedro Solbes, a margine di una cerimonia di consegna di premi parlamentari.
Dopo l'”indebolimento” dell’economia mondiale negli ultimi mesi, ha indicato Solbes, gli indicatori sembrano puntare verso un rilancio economico mondiale “vacillante, e meno generalizzato di quanto si sperava per l’insieme dell’anno”.
Solbes ha auspicato un rilancio dell’attività economica Ue nel secondo semestre dell’anno, anche se finora i dati disponibili, ha detto, “difficilmente possono indicare un miglioramento sensibile delle condizioni”.
Questo rilancio, ha aggiunto, sarà però reso possibile da una serie di fattori: il basso livello dei tassi di interesse nell’ eurozona, la riduzione del prezzo del petrolio, la bassa inflazione e il maggior dinamismo che si registra sui mercati di valori.
Secondo Solbes, risulterà cruciale ai fini della crescita anche il contributo dei dieci nuovi paesi che entreranno nell’ Ue: secondo un rapporto della Comissione, infatti, il Pil degli attuali quindici paesi Ue registrerà un aumento accumulato pari allo 0,7% nel periodo 2000-2009 grazia all’allargamento dell’ Unione. L’adesione dei nuovi soci, ha concluso il commissario europeo “servirà a stimolare la crescita e a generare nuove opportunità” per le aziende europee, che avranno a che fare con oltre 450 milioni di consumatori, rispetto ai 378 milioni attuali.
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