“Scaroni non è un imprenditore, è un manager e di Marchini mi sfuggono le sue prodezze come imprenditore. Comunque vediamo, vorrei capire meglio”. Cosi’ Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, sostanzialmente ha bocciato l’ipotesi di candidare a Milano e Roma due esponenti di primo piano del mondo dell’economia come l’ex presidente Eni e il rampollo della nota famiglia romana di costruttori Marchini.
Per Squinzi, non è sbagliato candidare imprenditori, anzi: “In effetti, ci sono tanti imprenditori seri nel nostro paese, e sono gente che spesso si sente di dare un contributo alla vita civile del paese e sono anche pronti a sacrificarsi in prima persona: penso a Illy a Trieste e ad altri casi”. Dunque, d’accordo in questo con Silvio Berlusconi, che ieri ha tratteggiato un identikit del sindaco-imprenditore come figura ideale per le grandi citta’. Ma il problema, ha aggiunto Squinzi, e’ metterla in pratica: “ Non è sbagliata quindi l’analisi di Berlusconi, si tratta poi di tradurla in termini concreti”, ha dichiarato, aggiungendo: “Per la verità – ha affermato – non ne vedo tanti di imprenditori tra i candidati”. Sicuramente, non ”vede” Scaroni e Marchini, per i motivi di cui sopra.


























