La notizia delle dimissioni del ceo di Stellantis, Carlos Tavares, “non ci addolora né come sindacato né come lavoratori”. Lo ha detto il leader della Cisl, Luigi Sbarra, a SkyTg24. “È un manager che in questi anni ha invertito la rotta lungimirante di Marchionne – ha proseguito – non ha mai creduto nelle relazioni sindacali concertative e partecipative. Ha delocalizzato tanta produzione, tagliato l’occupazione, frenato gli investimenti, soprattutto su innovazione. Ed è arrivato a sfidare lo Stato sugli incentivi”.
Sbarra ha aggiunto che “non ci mancherà. Le dimissioni determinino una svolta, un cambio di passo nella direzione di presentare un serio e credibile piano industriale sull’automotive, soprattutto nel nostro Paese, concentrando e assegnando nuovi modelli, rilanciando gli investimenti, confermando la gigafactory di Termoli, salvaguardando tutti i posti di lavoro diretti e dell’indotto. Serve una vera discontinuità della strategia della multinazionale”.
Sulla politica industriale “il Paese deve investire – ha poi affermato Sbarra – serve una nuova visione e dobbiamo stare dentro il cambiamento e la trasformazione. Le risorse sul fondo automotive secondo noi vanno ripristinate perché c`è da sostenere gli investimenti, prorogare ammortizzatori sociali che sono in scadenza già nei prossimi mesi negli stabilimenti Stellantis; sostenere anche il sistema delle imprese rispetto al costo dell`energia”.
Il leader della Cisl condivide le valutazioni di chi richiama la necessità di “considerare l`intera filiera dell`automotive un pezzo importante e centrale della politica industriale. Nel confronto con il Governo e attraverso alcuni emendamenti che abbiamo elaborato per il tramite di alcuni gruppi parlamentari abbiamo chiesto che quelle risorse tagliate, già a partire dal 2025, vanno riconsiderate, ripristinate e assicurate per sostenere la prospettiva futura della filiera”.



























